| Per i
giovani che richiedono informazioni sul Reggimento Carabinieri
Paracadutisti "Tuscania" e come fare per farne parte, le stesse
saranno inviate da questa Segreteria al Comando e avranno la
risposta direttamente dal Comandante.
Consiglio al
giovane di specificare l'età, studio e mestiere eventuale.
|
NOTIZIE PER I
CARABINIERI PARACADUTISTI
Domenica 18 Luglio 2010 08:40
Terzo
attacco in 2 giorni. I feriti di
Murghab in Italia e Germania.
Roma, 17 lug - (di Vincenzo
Sinapi) Un'autobomba fatta
esplodere da un attentatore suicida
contro un convoglio militare
italiano, nella provincia ad alta
densità talebana di Farah. Nessun
ferito tra gli alpini, ma questo
nuovo episodio, rivendicato dai
talebani, fa salire ulteriormente il
livello di allarme. Tre gli
attentati e scontri a fuoco
concentrati in poco più di 24 ore:
non era mai successo, per i militari
italiani in Afghanistan.
L'AUTOBOMBA - Un
convoglio della Task force south
composto da cinque blindati Lince,
con a bordo alpini del 9° reggimento
dell'Aquila stava rientrando al
termine di un'attività operativa
alla base avanzata di Bala Baluk, un
avamposto sperduto nella provincia
di Farah, nell'ovest del Paese. Alle
16.30 (le 14 in Italia), a circa tre
chilometri dalla base, l'esplosione.
Secondo quanto ricostruito al
comando del contingente italiano di
Herat una vettura, già ferma sul
ciglio della strada, al passaggio
della colonna di Lince si è
improvvisamente mossa, inserendosi
tra il secondo e terzo mezzo ed
esplodendo. Nella deflagrazione, il
terzo veicolo, investito dall'onda
d'urto, ha riportato solo lievi
danni, che non ne hanno comunque
compromesso l'efficienza. Nessun
ferito tra gli italiani, mentre
l'attentatore suicida è morto nella
deflagrazione. Tutti i mezzi hanno
proseguito, rientrando alla base, ed
una squadra di reazione rapida
composta da artificieri del 32°
reggimento Genio e carabinieri della
polizia militare è stata subito
inviata sul posto per isolare l'area
e investigare sull'attentato.
TALEBANI RIVENDICANO
- L'azione del kamikaze è stata
rivendicata a stretto giro dai
talebani. Un loro portavoce,
Zabihullah Mujahid, ha sostenuto via
web che ''un coraggioso mujahid di
nome Abdul Hadi che ha cercato il
martirio ha fatto esplodere verso le
17 la sua Corolla imbottita di
esplosivo nel convoglio militare e
logistico''. E così, prosegue la
propaganda talebana, ''almeno dieci
invasori della Nato sono stati
uccisi e due mezzi blindati
distrutti''.
ESCALATION DI VIOLENZA
- Rivendicazione a parte, gli uomini
dell'intelligence stanno seguendo
con grande attenzione questa
escalation di violenza nel settore
occidentale dell'Afghanistan a
comando italiano: una recrudescenza
di ''azioni ostili'' caratterizzata
non solo dalla maggiore frequenza
degli attacchi, ma anche dalle
diverse tecniche usate, che
denoterebbero una maggiore
pericolosita' degli "insorti". Dai
rudimentali "Ied", gli ordigni
esplosivi improvvisati piazzati
lungo la strada, si è infatti
passati alle autobomba - una è
esplosa ieri a ridosso della base
italiana di Herat, ferendo tre
agenti di polizia afgani - e al
probabile impiego di kamikaze
stranieri: non è un caso che proprio
a Bala Baluk, dove è avvenuto
l'attentato di oggi, due giorni fa
le forze Nato hanno compiuto un
blitz in un campo di addestramento
di ribelli uccidendo un capo
talebano accusato di introdurre
combattenti dall'Iran. Inoltre, gli
insorti non temono più di scontrarsi
anche frontalmente con le forze
Nato: è quello che è successo ieri a
Bala Murghab, nell'attacco in cui
tre militari italiani sono rimasti
feriti.
FERITI IN ITALIA E GERMANIA
- I due in condizioni meno gravi
arrivano domani mattina a Roma, con
un Falcon 900 dell'Aeronautica, per
essere poi trasferiti all'ospedale
militare del Celio. Il terzo ferito,
il più grave, con lesioni serie a un
polmone, si trova invece da oggi
nell'ospedale Usa di Ramstein, in
Germania. Qui è giunto intorno a
mezzogiorno con un velivolo della
Nato su indicazione dei medici della
base americana di Bagram, in
Afghanistan, che durante la notte lo
hanno sottoposto a un primo
intervento chirurgico. Una equipe
del policlinico militare del Celio è
già a Ramstein per collaborare con i
medici dell'ospedale americano.
L'Aeronautica ha messo un aereo a
disposizione della famiglia del
militare per poterlo raggiungere.
(ANSA)
da GrNet.it - Livorno 24/07/10 |
Giovedì
24 Giugno 2010 10:27
Roma,
24 giu - Il capo di Stato Maggiore
dell'Esercito, generale di Corpo
d'Armata Giuseppe Valotto, e la
Forza Armata tutta, hanno espresso
il più profondo cordoglio ai
familiari del Caporal maggiore
scelto Francesco Saverio Positano,
effettivo presso il 32° Reggimento
Genio guastatori di Torino, che ha
perso la vita ieri in un tragico
incidente nell'ovest
dell'Afghanistan. In segno di lutto
è stata annullata e rinviata a data
da destinarsi la cerimonia prevista
per domani a Piazza San Marco a
Venezia, per l'anniversario della
specialità dei Lagunari. Nel corso
della cerimonia era prevista la
consegna postuma della Medaglia
d'oro al valore dell'Esercito al
Primo Caporal maggiore Matteo
Vanzan, deceduto il 16 maggio 2004 a
Nassiriya, nel sud dell'Iraq, mentre
era impegnato in un'attività di
vigilanza della base militare
italiana "Libeccio". (Apcom)
|
Domenica 13 Giugno 2010 12:12
Esplosivo
pronto ad esplodere, segnalato da
bambini. Shindand,
13 giu - Uno "Ied", uno dei quei
micidiali ordigni esplosivi
improvvisati che tante vittime
stanno mietendo in Afghanistan, è
stato disinnescato oggi nel
distretto di Shindand, nell'Ovest
del Paese, dove sono schierati i
militari italiani. Il potente
ordigno, neutralizzato dagli Alpini
del 32° Reggimento Genio era stato
posizionato in un tubo sotto la Ring
road, la strada che viene
ripetutamente percorsa dagli stessi
soldati italiani. A segnalare la
presenza dell'Ied, che conteneva una
cinquantina di chili di esplosivo,
sono stati alcuni bambini che
stavano giocando. I fatti si sono
verificati a circa 5 chilometri
dell'aeroporto di Shindand, dove si
trova anche una delle basi dei
militari italiani: sono circa 450 in
questa area e quasi tutti del 3°
reggimento della Taurinense, con
sede a Pinerolo. ''Tutto è
cominciato ieri pomeriggio -
racconta il tenente Stefano Zonzin,
l'artificiere che ha coordinato
l'intervento - quando dei bambini
che giocavano su un campo a ridosso
della strada, che lì corre rialzata,
hanno notato qualcosa di strano all'
interno di un "culvert", uno di quei
tubi che servono per far correre
l'acqua. Hanno avvisato gli addetti
del villaggio, questi hanno chiamato
la polizia, che a sua volta ha
allertato noi''. L'intervento non è
stato semplice. Dopo aver sgomberato
tutta la zona, insieme alle forze di
sicurezza locali, gli artificieri
italiani sono intervenuti con un
apposito robot telecomandato dotato
di pinze e strumenti che consentono
di disinnescare l'ordigno in
condizioni di sicurezza.
''Purtroppo, però - racconta Zonzin
- il robot era troppo grande e non
entrava nel tubo. Abbiamo dovuto
smontarlo e rimpicciolirlo, ma anche
in questo caso era troppo alto di 2
centimetri''. E' stato così deciso
di fare saltare in aria l'ordigno
sparandogli con un cannoncino: come
avevano previsto gli esperti,
l'esplosione si è sviluppata lungo
il "culvert" e non ha distrutto la
strada, dove la circolazione è ora
ripresa. ''Pensiamo che l'Ied fosse
radiocomandato'', spiega
l'artificiere del 32° reggimento
Genio della Taurinense. ''E' stato
realizzato con una cinquantina di
chili di esplosivo fatto
artigianalmente, in particolare
usando nitrato di ammonio. Un
esplosivo meno potente del tritolo,
ma in grado lo stesso di provocare
danni letali. Il 19 maggio, a pochi
chilometri da qui, un poliziotto
afghano è stato ucciso proprio da
uno di questi ordigni''. (ANSA)
Da GrNet.it Livorno, li 15/06/2010 |
| Il Sottotenente Carabinieri Paracadutisti Goffredo
MAMELI, figura storica dei Carabinieri Paracadutisti, è
deceduto nel pomeriggio del 1° giugno 2010, all'età di anni 83.
E' Socio Fondatore dell'Associazione Nazionale Carabinieri
Sezione CC. Par. Enzo Fregosi di Poggio al Cerro. Ha ricoperto la
carica di Vicepresidente.
I funerali sono previsti alle ore 09,00 di venerdi 4 giugno 2010
presso la Chiesa di Sant'Agostino, sita in Piazza Aldo Moro di
Livorno.
Tutti i Soci sono pregati di partecipare in Uniforme Sociale.
Sarà presente la nostra Bandiera e il Labaro.
La Segreteria.
""""""""""""""""""""""""""""""""""
Si pubblicano le condoglianze pervenute. Le stesse saranno
recapitate ai familiari del Sottotenente Goffredo Mameli a cura di
questa Segreteria.
Nome: Mario Mulargia
Località: Sardegna
E-Mail:
Web: http://
Commento: sentite condoglianze alla famiglia del Cav. MAMELI
Mario Mulargia
""""""""""""""""""""""""""""""""""
Mi affacciai dalla finestra
della mia vita
e Dio era lì
seduto
che mi aspettava
In silenzio
Solo
mentre la città
a valle
dormiva i suoi sonni
spesso disturbati
da non so cosa
Poi vennero i saluti dei miei
cari
tanti e tristi
che divennero un tutt'uno
col pianto dei loro cuori
appena appena illuminati
al chiar di luna
Anche Dio
dicevo
oggi è qui
vicino a me
Mi ha protetto nei giorni tristi
nei momenti difficili
nelle notti lunghe a
passare
Anche Dio
oggi
come me
non ha lacrime
perchè le ha versate
giorno dopo giorno
per illuminare i miei passi
incatenati alla vita.
gianni sutera, giugno 2010
"""""""""""""""""""""""""""""""""
Le più sentite condolianze
da parte di Alessandro Bertoldi e
Famiglia
"""""""""""""""""""""""""""""""""""
Giungano le mie più sentite condoglianze alla famiglia del
Sottotenente Goffredo Mameli. Il suo ricordo rimarrà sempre nel
mio cuore.
Roberto Sassaroli
"""""""""""""""""""""""""""""""""""
Per improcrastinabili e presi in
precedenza impegni mi sarà impossibile partecipare ai funerali
del Sottotenente Goffredo Mameli.
Porgo pertanto le mie più sentite
condoglianze ai famigliari,assicurando Loro che Goffredo rimarrà
per sempre nei miei pensieri e nel mio ricordo.
Sono sicuro che da quell'angolo di
cielo riservato ai paracadutisti Egli ci vede e ci proteggerà
sempre,con quell'aria un pò burbera a noi tanto cara.
Carabiniere ausiliario paracadutista
Ilengo Alberto.
FOLGORE!
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""
Nome: CLAUDIO ROSSON
Località: MONTEBELLUNA
E-Mail:
rossoncl@ROSSONCLAUDIO.191.it
Web: http://
Commento: IL MARESCIALLO MAMELI HA FATTO L'ULTIMO LANCIO.
A NOI RAGAZZI DEL 33° CORSO HA DISTRIBUITO NEL 1968 GLI SCARPONI DA
LANCIO, E CON GLI SCARPONI LA SUA PRESENZA, RISERVATA E VICINA, MAI
INVADENTE DA BUON SARDO DI GHILARZA.
NONOSTANTE LA DIFFERENZA DI GRADO E DI ETA' PARLAVA CON CIASCUNO DI
NOI DIRETTAMENTE ALL'UOMO, E NOI LO SENTIVAMO UN AMICO, PIU'
ESPERTO, PIU' MATURO, PIU' SAGGIO, UNA GUIDA SICURA CUI
RICONOSCEVAMO UN' AUTORITA' PATERNA.
ERA RASSICURANTE SAPERE CHE C'ERA, SENTIVAMO, PARLANDO CON LUI, CHE
DENTRO DI NOI C'ERA UN UOMO, CHE PER SCELTA DI VITA FACEVA IL
CARABINIERE PARACADUTISTA.
E' STATO INDIMENTICABILE VIVERE QUALCHE ANNO CON LUI, GRAZIE
GOFFREDO MAMELI, CI RIVEDREMO ANCORA.
ALLA SUA SPOSA, AI FIGLI, AI LORO CONIUGI E NIPOTI, LE PIU' SENTITE
CONDOGLIANZE DA CLAUDIO ROSSON E DA TUTTO IL 33° CORSO.
Data: 02/06/2010
"""""""""""""""""""""""""""""""""
Con la morte nel cuore ma con l'orgoglio di averlo conosciuto e
stimato partecipo al dolore della famiglia Mameli per la perdita
dell'indimenticabile "Maresciallo Mameli".
Pasquale Valente - BTG Carabinieri Paracadutisti "FOLGORE" -
Livorno 1972/1973
""""""""""""""""""""""""""""""""
Quando uno di noi viene a mancare, con Lui anche una parte di
noi se ne va. Sono addolorato di apprendere del decesso del
Sottotenente Mameli. Le mie preghiere e quelle della mia
famiglia si fondono con quelle dei suoi cari.
Un saluto cameratesco
Sergio Accardi
""""""""""""""""""""""""""""""""
Ci uniamo al dolore della famiglia Mameli.
Sentite condoglianze,
fam. Obinu
""""""""""""""""""""""""""""""""""
Siamo vicini ai familiari nel cordoglio per la scomparsa del
S.Ten. Mameli: una “vecchia fiamma alata” che raggiunge i cieli
per donarvi nuova luce.
Pierluigi e Ivana Ravasio
""""""""""""""""""""""""""""""""""
Con memore affettuosità e profondo cordoglio, uniti nelle
preghiere, condividiamo il dolore dei familiari e dei commilitoni
per la scomparsa di Goffredo.
Un'esempio per noi e un "Maestro" per generazioni di Carabinieri
Paracadudisti.
Francesco e Maria Golini
"""""""""""""""""""""""""""""""""""
Ho accolto la notizia con grande dispiacere e profonda tristezza
per la scomparsa del nostro caro Goffredo.
Caro Bruno ti prego di esprimere ai familiari del caro Mameli le mie
più sentite condoglianze.
Un caro abbraccio a te
Michele
""""""""""""""""""""""""""""""""""""
Le mie sentite Condoglianze alla famiglia del sottotenente
Mameli.
Marco Marcoccia """"""""""""""""""""""""""""""""""""
Impossibilitato
presenziare rito funebre mi unisco al dolore dei
familiari per la morte di un grande uomo, amico e
insuperabile maestro di vita. Il Suo ricordo rimarrà
sempre con me , nel mio cuore e nei miei pensieri e
continuerà ad illuminare il mio percorso.
Mauro BERNABEI
""""""""""""""""""""""""""""""""""""
Sono costernato, un'altro pezzo della mia storia se n'è
andato! Porgi le mie più sentite condoglianze alla famiglia per
la mia impossibilità a partecipare alle eseque per impegni già
assunti e improrogabili un cordiale saluto Battistella
""""""""""""""""""""""""""""""""""
Nome: Domenico Dore
Località: Portomaggiore
E-Mail: domenico.dore0@alice.it
Web: http://
Commento: Con animo commosso le più sentite condoglianze alla
famiglia del Mitico Veterano Cav. MAMELI dai veterani del 33 Cri
Paracadutisti 1968 Tuscania Folgore
Data: 01/06/2010
""""""""""""""""""""""""""""""""""
Siamo tutti vicini alla sua famiglia e preghiamo per lui.
Paracadutisti di Cinisello
Alberto Vezzoli
"""""""""""""""""""""""""""""""""
Nome: michele bruno
Località: casamassima
E-Mail:
brunobari@tiscali.it
Web: http://
Commento: sentite condoglianze alla famiglia del Cav. MAMELI
Data: 01/06/2010
"""""""""""""""""""""""""""""""""
E-Mail: adra22@tin.it
Web: http://
Commento: Per perdita del mitico M.llo Mameli, invio le mie più
sentite condoglianze a tutti i suoi Cari.
Cieli Blu M.llo Mameli !
Folgore !!! """"""""""""""""""""""""""""""""" Sono molto
desolato per la perdita del commilitone e caro amico
Sottotenente Goffredo Mameli.
Partecipo al dolore per il lutto della famiglia e di quanti
gli sono stati sempre vicini.
Rinnovo le mie condoglianze con il dispiacere di non potere
partecipare al funerale, ma sarò con voi tutti almeno con il
pensiero.
Socio C.A. Par. Mario Raimondi
"""""""""""""""""""""""""""""""""""
Ciao Iori. Ho un amico di Lecco
che conosce bene il figlio e mi aveva avvisato in mattinata.
Ti prego di far giungere alla
famiglia le mie più sentite condoglianze e la vicinanza
fraterna in questo triste momento. Il Cav. Mameli è stato
uno dei primi sottufficiali che ho conosciuto al Btg quanto
vi arrivai nel gennaio del 1974 e lo ricorderò sempre con
affetto.
Enzo Fiorentino
Ciao Bruno,
m dispiace per la perdita del nostro mitico Mameli.
Se ne hai la possibilita porgi anche le mie
condoglianze ai famigliari.
Un abbraccio,
Maurizio
""""""""""""""""""""""""
Esprimo le mie condoglianzae ai familiari del S.Tenente
Mameli.
Andrea Zambù.
"""""""""""""""""""""""""""
Mi unisco al dolore della famiglia di Colui che, prima che
un superiore, fu un saggio maestro, depositario di rare doti
di saggezza e di sani valori instancabilmente impartiti a
quegli scapestrati che potevamo essere suoi figli.
Maurizio Fossella
Catanzaro
82° corso Carabinieri Ausiliari
""""""""""""""""""""""""""""""""" le più sentite
condoglianze, ricordando il carisma e la forza d'animo mi unisco
al dolore
della famiglia, Hauff Rodolfo
"""""""""""""""""""""""""""""""""
Sentite condoglianze,
Colonna portante del 1° BTG , lo ricordo con tanta stima.
Cordialmente
Alfredo Roselli
""""""""""""""""""""""""""""""""""" Le brutte notizie
non mancano MAI,
ho letto ora la e-mail della scomparsa
del mio Maresciallo Mameli, nel 1968/69 era il mio
maresciallo e mi ha insegnato
i valori della vita che continuo ad applicare, è stato e
sempre lo sarà un secondo
padre. Resterà per sempre nel mio cuore.
Un grande abbraccio hai suoi cari.
Per sempre Carabiniere Aus. Guido
Bernardi """"""""""""""""""""""""""""""""""
Ciao Bruno,
ho provveduto come richiesto. E' stata una grossa perdita.
Ti prego di estendere le nostre condoglianze alla famiglia.
Un abbraccio
Severino """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""" Caro
Bruno, per favore estendi per me le mie piu' sentite
condoglianze alla famiglia per la perdita del caro Goffredo.
Se ne andato un grande uomo ed è entrato nella storia del nostro
Reggimento.
Grazie
Cari saluti a tutti.
Davide Ceriani
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""
Nome: Michele
Località: Ferrazzano (CB)
E-Mail: michel.rosa@tiscali.it
Web: http://
Commento: sentite condoglianze alla famiglia MAMELI, Michele e
Mena ROSA.
Data: 03/06/2010
""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" E'' STATO IL
MIO COMANDANTE DI SQUADRA. CON LUI HO CONDIVISO
ENTUSIASMO, FATICHE E SODDISFAZIONI. LO RICORDERO' SEMPRE COME
UN
OTTIMO SUPERIORE ED AMICO, CON AFFETTO E STIMA.
M/LLO PAR. FRANCESCO PUGGIONI E FAMIGLIA PUGGIONI
""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
PORGIAMO LE PIU' SENTITO CONDOGLIANZE AI FAMIGLIARI,
ASSICURANDO LORO CHE IL CARO GOFFREDO RIMARRA' PER SEMPRE
NEI NOSTRI PENSIORI.
IL COMPIANTO GOFFREDO, PER ME, SIN DAL PRIMO GIORNO CHE HO
AVUTO IL GRANDE PIACERE DI ESSERE ALLE SUE DIPENDENZE NEL
LONTATO 1973 E' STATO UN GRANDE NAESTRO DI VITA. ROBERTO
LEMME E CONSOSRTE DIANA
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" Profondamente
addolorato per la grave perdita, porgo ai familiari, le
mie sentite condoglianze.
Mar."A" s.UPS MANDORINO Donato
""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" Il Carabiniere
Paracadutista Francesco MORO esprime, le piu' sentite
condoglianze, alla famiglia MAMELI per la scomparsa del caro
Goffredo, in ricordo degli anni 50 trascorsi insieme.
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
Sentite condoglianze ai familiari del Sottotenente Goffredo
Mameli
Paolo Calì
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
Uniti alla famiglia nel dolore per l'immane
perdita, esprimiamo le piu' Sentite Condoglianze
Luogotenente Maurizio SURACE e famiglia
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
Apprendiamo solo adesso la notizia, e sconvolti dalla
stessa, ci uniamo al dolore dei familiari, ed esprimiamo le
ns più sentite condoglianze.
App. Vallecorsa Alberto e Famiglia.
P.S per i ragazzi del reparto è stato sempre un valido
punto di riferimento, e spesso sopperiva anche alla mancanza
del papà soprattutto per chi lo aveva molto lontano, per me
era una figura molto dolce, e la sua bellissima barba, mi ha
sempre fatto immaginare in lui Babbo Natale. Ho avuto modo
di confessarglielo soltanto a 35 anni passati, e non mi
ero sbagliata, la sua dolcezza è venuta fuori tutta in un
tenero sorriso ed un grande “grazie; mi fa piacere aver
rappresentato per te Babbo Natale, speriamo che lo stesso
effetto lo abbia fatto anche ad altri bambini”
Mi auguro che da lassù continui ad essere il papà……e Babbo
Natale per tutti.
Con profonda commozione e stima, un abbraccio
Vallecorsa Katia
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
|
Sono tornato oggi da un viaggio di lavoro e non
potrò partecipare ai funerali.
Ho avuto l'onore di conoscere il sottotenente Mameli
Quando era ancora maresciallo nel 1981, un'uomo che
aveva sempre la parola giusta al momento giusto.
Faccio le mie più sentite condoglianze alla famiglia
Mameli.
Massimo Bertoli
|
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" Carlo Cheli e
famiglia si uniscono al dolore dei familiari del Sottotenente
Goffredo Mameli e fanno le loro piu sentite condoglianze
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" PORGIAMO LE PIU'
SENTITE CONDOGLIANZE AI FAMILIARI, ASSICURANDO LORO CHE GOFFREDO
RIMARRAA' PER SEMPRE NEI NOSTRI PENSIERI.ROBERTO E DIANA LEMME
""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" Nome: Ilmo
Bonicolini
Località: Roma
E-Mail: ilmob@libero.it
Web: http://
Commento: E' mancato quello che per me è stato e sarà un Angelo
Custode per tanti Anni.
Vorrei essere vicino a tutti coloro che gli hanno voluto bene
come Lui ne ha voluto a tutti noi.
Sei stato Grande Goffredo!! e da lassù, sono certo, guarderai
con indulgenza e Amore tutti noi.
Mi dispiace non averTi potuto abbracciare ancora una volta...
Con Affetto... Ilmo Bonicolini
Data: 03/06/2010
Ora: 21:28
IP Remoto: 151.49.88.97
User agent:
""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
|
Giovedì
27 Maggio 2010 07:01
Dal
blocco dei contratti escluso anche
il comparto Difesa.
Roma, 27 mag - Il Ministro Maroni
recepisce le richieste del COISP: il
blocco dei contratti stabilito con
la manovra finanziaria non riguarda
i poliziotti. “Durante l’incontro
tenutosi il 25 scorso con il
Sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Gianni Letta, il Ministro
dell’Economia Tremonti, il Ministro
dell’Interno Maroni e gli altri
Ministri del personale del Comparto
Sicurezza e Difesa, finalizzato
all’illustrazione della manovra
finanziaria – esordisce Franco
Maccari, leader del Sindacato
Indipendente di Polizia COISP –
avevamo chiesto a chiare lettere,
assieme agli altri Sindacati, che le
risorse assegnate per i contratti
del personale di Polizia venissero
risparmiate dalla finanziaria,
proprio in virtù della specificità
del nostro lavoro che non ci rende
assolutamente uguali al restante
pubblico impiego”.
“Parimenti – continua Maccari –
avevamo evidenziato la necessità che
si proseguisse sulla strada del
riordino delle carriere e
sull’apertura della previdenza
complementare, non ritenendo giusto
che coloro che sono chiamati anche a
sacrificare la propria vita per il
Paese e per la sicurezza degli altri
cittadini, venissero anche costretti
a ristrettezze economiche oltre
quelle che peraltro stanno soffrendo
essendo già il loro stipendio per
nulla adeguato ai rischi che devono
correre”.
“Che il Ministro Maroni abbia fatto
proprie le richieste del Sindacato
e, come ha rappresentato oggi
durante il question time alla Camera
dei Deputati, le ha fatte
condividere dal Consiglio dei
Ministri chiamato a varare la
manovra economico-finanziaria, ci
allieta considerevolmente, e ci
testimonia ancora una volta –
continua Maccari – che il nostro
Ministro è sicuramente un valido
interlocutore delle esigenze dei
poliziotti”.
Il blocco dei contratti disposto
dalla finanziaria sembra quindi non
includere i poliziotti ed il
restante personale del Comparto
Sicurezza e Difesa, in ragione
proprio della specificità delle loro
funzioni. “Attendiamo di poter
leggere il testo della manovra –
conclude il Segretario Generale del
COISP – auspicando che nessuno
smentisca le favorevoli affermazioni
del nostro Ministro e che la
specificità del lavoro dei
poliziotti li abbia esclusi anche
dalle altre misure di risparmio
adottate per far fronte alla crisi
che attanaglia il Paese”.
da GrNet.it Livorno, li 28/05/10 |
Venerdì
21 Maggio 2010 13:51
In
arrivo il regolamento bavaglio per i
militari. Roma, 21
mag - Pochi avranno avuto la
pazienza di leggere i 2.270 articoli
del Codice dell'Ordinamento Militare
edizione 2010, al cui interno, vi si
trovano diverse innovazioni degli
articoli che componevano le Norme di
principio sulla disciplina militare
(legge 382/78) ed il regolamento di
disciplina militare derivante
(D.P.R. 545/86).
Senza troppi giri di parole, il
Governo di centro-destra così
prodigo di complimenti nei confronti
dei suoi militari, che si profonde
in sperticati elogi e roboanti
annunci, quel Governo che da oltre
due anni non trova il tempo per
rinnovare il contratto alle Forze
armate e alle Forze di polizia, ha
trovato il tempo, per mano
dell'efficientissimo ministro La
Russa, per comprimere ulteriormente
quei pochi diritti civili che le
leggi e le normative attribuivano a
chi indossa una divisa, peraltro
richiamandosi a precisi dettami
costituzionali. Ma veniamo al
dunque.
Libertà di pensiero e di
espressione
Queste due fondamentali libertà
costituzionali erano cristallizate
dall'art. 9 della legge 382/78 che
al comma 1 così recitava:
1. I militari possono
liberamente pubblicare loro scritti,
tenere pubbliche conferenze e
comunque manifestare pubblicamente
il proprio pensiero, salvo che si
tratti di argomenti a carattere
riservato di interesse militare o di
servizio per i quali deve essere
ottenuta l’autorizzazione.
In sostanza il militare era libero
di dire o di scrivere qualunque cosa
a patto che di non trattare
argomenti a carattere riservato (di
interesse militare o di servizio).
Già la norma metteva in confusione
più di qualcuno, sia chi doveva
osservarla sia chi doveva farla
osservare, perchè sovente veniva
letta in maniera restrittiva, e cioè
che non si potesse parlare in ogni
caso di argomenti di servizio, a
causa dell'enunciazione cavillosa
della norma. In realtà il Consiglio
di Stato, dandone una lettura
autentica, ha spiegato che la
trattazione di argomenti per i quali
deve essere ottenuta
l'autorizzazione sono esclusivamente
quelli a carattere riservato e che
la norma non può ricomprendere tutti
i fatti o le circostanze inerenti il
servizio, specialmente quelli non
riservati.
Con il nuovo Codice dell'Ordinamento
Militare, l'intraprendente La Russa,
ma più verosimilmente i legulei con
le stellette, hanno innovato l'art.9
della 392/78 che adesso, rubricato
nell'articolo 1472 recità così:
1. I militari possono
liberamente pubblicare loro scritti,
tenere pubbliche conferenze e
comunque manifestare pubblicamente
il proprio pensiero, salvo che si
tratti di argomenti a carattere
riservato di interesse militare,
di servizio o collegati al servizio
per i quali deve essere ottenuta
l’autorizzazione.
Se dunque prima la norma era scritta
in modo da far confondere chi la
leggeva perchè vergata in un
italiano contorto, adesso è
chiarissima, e non solo viene
vietata la trattazione di argomenti
a carattere riservato di interesse
militare, ma adesso anche quelli "di
servizio o collegati al servizio".
In pratica il militare non potrà più
parlare in pubblico (nè in privato)
di fatti o circostanze già note e
comunque non riservati.
Non c'è che dire: questo Governo
vuole proprio un gran bene ai membri
delle Forze Armate......
Il Codice dell'Ordinamento Militare,
entrerà in vigore il 9 ottobre
prossimo ed è stato pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 106 del
8-5-2010 - Suppl. Ordinario n.84
da GrNet.it Livorno li, 22/05/2010 |
Afghanistan, sì Russia a passaggio truppe
italiane
da 44 minuti
Sarà formalizzato a
breve l'accordo tra Italia e Russia per
consentire il passaggio delle truppe logistiche
italiane verso l'Afghanistan.
Continua a leggere questa notizia
Lo hanno detto oggi il
ministro della Difesa italiano Ignazio La Russa
e l'omologo russo Anatoly Serdiujov in una
conferenza stampa al termine di una bilaterale
Italia-Russia a Roma sui temi di esteri e
difesa.
"Ringrazio il collega russo per aver
consentito che si completi la formalizzazione
della possibilità di transito, via aerea e via
terra, delle truppe logistiche e di supporto
italiane verso l'Afghanistan", ha detto La
Russa.
"L'accordo è in fase di elaborazione, è già a
buon punto", ha detto il ministro degli Esteri
russo Sergei Lavrov.
La Russa ha inoltre annunciato che "Italia e
Russia avranno presto un'accelerazione" dei
rapporti sul piano militare, che "sono rimasti
un po' indietro".
-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie
Reuters in italiano. Le top news anche su
www.twitter.com/reuters_italia
Livorno, li 20/05/2010 |
Mercoledì 12 Maggio 2010 17:52
Roma,
12 mag - Firmata oggi, presso la
Direzione Centrale per gli Istituti
di Istruzione della Polizia di
Stato, la convenzione tra il
Ministero dell’Interno –
Dipartimento della Pubblica
Sicurezza ed il Comando Generale del
Corpo delle capitanerie di porto –
Guardia Costiera per l’attivazione
di corsi di formazione e
aggiornamento professionale dedicati
al personale del Corpo delle
Capitanerie di porto destinato
principalmente al Nucleo speciale
d’Intervento.
Il Nucleo, istituito con Decreto 567
del 13/07/2009 del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti,
svolge le varie attività operative,
su tutto il territorio nazionale,
attraverso interventi specialistici
di investigazione e attività di
polizia giudiziaria in materia di
sicurezza marittima, salvaguardia
dell’ambiente marino e costiero,
tutela dei Beni archeologici
sommersi, conservazione delle
risorse biologiche marine nonché
attività di supporto ad altre
Istituzioni.
“Negli ultimi anni i compiti di
carattere operativo della Guardia
Costiera - ha dichiarato
l’Ammiraglio Raimondo Pollastrini,
Comandante Generale del Corpo -
sono aumentati per quantità e
qualità e questo richiede una sempre
maggior specializzazione ed
addestramento. L’accordo siglato
oggi garantirà in tale prospettiva
un’adeguata preparazione
professionale nel campo
dell’acquisizione di notizie e di
tecniche di indagini di polizia
giudiziaria
da GrNet.it - Livorno, li 14/05/10 |
Martedì 04 Maggio
2010 14:42
Roma, 4 mag - "In
occasione del 149°
anniversario della
costituzione
dell'Esercito
Italiano, rivolgo il
mio deferente
pensiero alla
bandiera della Forza
Armata, simbolo di
onore e valore
militare, e ai
soldati di ogni
grado, arma e
specialità' caduti
nell'adempimento del
dovere". Cosi' il
Presidente della
Repubblica Giorgio
Napolitano in un
messaggio inviato al
Capo di Stato
Maggiore
dell'Esercito,
Generale di Corpo
d'Armata, Giuseppe
Valotto, in
occasione della
ricorrenza. "Nato il
4 maggio del 1861,
subito dopo la
proclamazione del
Regno d'Italia,
dalla fusione
dell'Armata sarda e
di altre formazioni
militari
pre-unitarie,
l'Esercito - ricorda
il capo dello stato
- è stato
protagonista della
storia nazionale e
saldo presidio della
Patria negli eventi
drammatici, dalla
terza guerra di
indipendenza alla
grande guerra, dal
secondo conflitto
mondiale alla guerra
di liberazione, che
ne hanno segnato
l'esistenza,
collocando infine
l'Italia come grande
democrazia nella
comunità delle
nazioni libere del
XXI secolo.
L'Esercito, sin
dalle sue origini,
ha riflesso al suo
interno la
complessità e le
diversità culturali
e sociali del paese,
ha fatto di esse un
proprio carattere
distintivo e
qualificante, una
ricchezza di valori,
un confronto di idee
la cui amalgama ha
contribuito, in pace
e in guerra, alla
nascita e alla
condivisione di un
comune sentimento
nazionale e, per
questa via, al
coronamento
dell'unità d'Italia.
Attraverso un lungo
e difficile processo
di razionalizzazione
e riorganizzazione
ancora in corso,
l'Esercito
tradizionale del
passato, basato
sulla coscrizione
obbligatoria e
ancorato alla difesa
dei confini
nazionali, si è
trasformato - rileva
Napolitano - in un
moderno strumento
militare
professionale,
proiettabile in
lontane regioni,
capace di operare in
contesti
diversificati
multinazionali e
multidisciplinari,
impegnato in
complesse missioni
per la
stabilizzazione di
aree di crisi e per
la pace. Ufficiali,
Sottufficiali,
volontari, personale
civile, potete
essere a buon titolo
orgogliosi -
sottolinea il
presidente della
Repubblica - di far
parte di una
istituzione
prestigiosa e
determinante per il
futuro dell'Italia.
A voi e ai vostri
familiari, anche a
nome di tutti gli
italiani, rivolgo un
riconoscente e
affettuoso augurio e
esprimo il mio più
vivo apprezzamento
per quanto avete
fatto e state
facendo per il
nostro paese e per
la comunità
internazionale. Viva
l'Esercito italiano,
viva le Forze
armate, viva
l'Italia!".
Domenica notte un
Agusta A129
“Mangusta” è
atterrato in una
delle strade più
trafficate della
capitale, parte
della prova generale
per la festa
dell'Esercito, che
celebra i suoi 149
anni. Da martedì 4
maggio per due
giorni i mezzi più
moderni saranno
parcheggiati davanti
al Foro romano.
Oltre al Mangusta, è
prevista la presenza
dei blindati Freccia
con apparati
digitali, delle
grandi autoblindo
controcarro Centauro
e dei sistemi
robotizzati che si
usano in Afghanistan
per dare la caccia
alle mine. Infine,
una più pacifica
palestra d'alpinismo
con tanto
d'istruttori per chi
vuole tentare una
scalata con vista
mozzafiato sulle
vestigia romane.
da GrNet.it - Livorno, li 04/05/10 |
Venerdì 23 Aprile
2010 10:52
Ravenna, 23 apr -
Stalking nei
confronti di un
carabiniere che per
un paio d'anni era
stato suo amante. E'
l' accusa che nel
primo pomeriggio di
ieri a Ravenna ha
portato all'arresto
di una ravennate di
34 anni,
incensurata, in
esecuzione a
un'ordinanza di
custodia cautelare
in carcere firmata
del gip Corrado
Schiaretti.
La donna - condotta
nel penitenziario di
Forlì - nonostante
una misura di
allontanamento dai
luoghi frequentati
dall'ex che pendeva
su di lei, da quando
nell'inverno scorso
l'uomo (un
sottufficiale della
Compagnia dei
carabinieri di
Ravenna) l' aveva
denunciata ai
colleghi, avrebbe
continuato lo stesso
a girare nei pressi
della casa di lui.
Per questo il Pm
Stefano Stargiotti
ha chiesto e
ottenuto
l'inasprimento della
misura restrittiva.
Secondo quanto
anticipato dalla
stampa locale, la
signora aveva
inviato parecchi sms
al militare, nei
quali aveva tra l'
altro minacciato di
uccidersi se lui non
fosse tornato con
lei e aveva fatto
riferimento a video
privati. Ma a pesare
nella denuncia erano
stati soprattutto i
molti passaggi in
auto con annessi
colpi di clacson
sotto la casa dove
l'uomo abita con la
moglie e con il
resto della
famiglia. In diverse
occasioni la 34enne
avrebbe pure seguito
in auto i familiari
dell'ex. A fine
febbraio scorso una
perquisizione
domiciliare e sul
luogo di lavoro
della donna si era
conclusa con il
sequestro di tre
cellulari e di un
Ipod.
Gli avvocati della
donna, Andrea
Silvestrone e Maria
Grazia Russo, hanno
già annunciato che
al termine
dell'interrogatorio
di garanzia
chiederanno
un'attenuazione
della misura
restrittiva. (ANSA)
da GrNet.it - Livorno, li 28/04/10 |
Martedì
20 Aprile 2010 16:07
Passaggio
del testimone da Brigata Sassari
a Brigata alpina Taurinense.
Roma, 20 apr - Si è svolta oggi,
presso l'aeroporto di Herat,
alla presenza del
Sottosegretario di Stato alla
Difesa - Onorevole Guido
Crosetto - del Comandante del
Joint Command di ISAF, Tenente
Generale David M. Rodriguez, del
Capo di Stato Maggiore della
Difesa, Generale Vincenzo
Camporini, del Comandante del
Comando Operativo di vertice
Interforze, Generale di Squadra
Aerea Tommaso Ferro, e di
numerose autorità civili e
militari afghane la cerimonia
militare del Trasferimento di
Autorità al vertice del Regional
Command West, il Comando NATO a
guida italiana, multinazionale e
interforze responsabile della
missione ISAF (International
Security Assistance Force) nella
regione occidentale
dell'Afghanistan. Dopo oltre sei
mesi di intensa attività, la
Brigata "Sassari", agli ordini
del Generale di Brigata
Alessandro Veltri, ha ceduto il
comando della missione alla
Brigata alpina "Taurinense",
guidata dal Generale di Brigata
Claudio Berto. E' quanto si
legge in una nota dello Stato
maggiore della Difesa. "Sono
fiero ed orgoglioso - ha detto
il generale Veltri nel corso del
suo intervento al cospetto delle
Bandiere di Guerra del 152esimo
Reggimento fanteria "Sassari",
del secondo Reggimento alpini,
del primo Reggimento
bersaglieri, del primo
Reggimento artiglieria da
montagna, del 51° Stormo
dell'Aeronautica Militare e
delle varie Task Forces
schierate in armi - di quanto
avete fatto per la sicurezza, la
ricostruzione e lo sviluppo
nella Regione Ovest di nostra
competenza e, più in generale,
per il costante, convinto e
generoso aiuto fornito alla
popolazione afghana nello
spirito della missione
assegnata. Ma soprattutto per
l'umanità con la quale lo avete
fatto. Questa non la si può
insegnare: vi appartiene e
nessuno mai ve la potrà
sottrarre. Porsi e non imporsi -
ha concluso il Generale Veltri -
è stato il nostro credo sulla
base del quale la popolazione
afghana ha rafforzato la sua
fiducia verso di noi e verso le
Forze Armate afghane". La
Brigata "Sassari", con le varie
componenti operative
dell'Esercito Italiano, della
Marina e dell'Aeronautica
Militare, dei Carabinieri, della
Guardia di Finanza e delle unità
delle Forze Armate della
coalizione schierate in Teatro,
lascia il territorio afghano
nella consapevolezza di aver
assolto la propria missione
avendo dato prova - ancora una
volta - di elevata
professionalità, tenace impegno
umanitario ed esemplare spirito
di sacrificio, a cui ha unito il
solido e convinto senso di
appartenenza che ne ha sempre
contraddistinto le gesta.
Generale Berto: se veniamo
attaccati sapremo come
rispondere
''Siamo militari e se veniamo
attaccati sapremo come
rispondere''. Il generale
Claudio Berto non nasconde i
rischi che i circa 5.000 uomini
di cui dispone (oltre tremila
sono italiani) dovranno
affrontare nei prossimi mesi, nè
la volonta' di rispondere alle
minacce. Eppure, Berto non vuole
centrare la sua missione
unicamente sul contrasto alla
guerriglia talebana. Di piani
operativi specifici contro gli
insorti, anche a seguito dei
circa 1.000 rinforzi italiani di
cui potrà disporre a partire da
giugno, preferisce non
parlare.''Questo è un problema
che dovremo affrontare di volta
in volta - spiega Berto ai
cronisti afghani che gli
rivolgono la domanda al termine
della cerimonia di
avvicendamento a Herat tra la
Brigata Sassari e la Taurinense
- anche perchè siamo venuti qua
principalmente per fare un altro
lavoro: per portare la pace''.
Per fare questo lavoro, la
Brigata al comando di Berto, che
ha operato in Afghanistan già a
partire dal 2002, per la prima
volta partecipa ad un'operazione
all'estero con tutti i sui
reggimenti: il 2° di Cuneo, che
verrà dislocato a Bala Murghab,
il 3° di Pinerolo che sarà a
Shindand, il 9° dell'Aquila a
Farah e il 1° Reggimento
artiglieria da montagna, sulla
cui base si costituirà il
Provincial Reconstruction Team
di Herat. La preparazione della
Taurinense per la nuova missione
in Afghanistan, spiega ancora
Berto, si è svolta
principalmente su ''due filoni
addestrativi''. Il primo, per
prevenire la minaccia degli Ied
(improvised electronic devices),
gli ordigni rudimentali con cui
gli insorti hanno provocato
molti danni e lutti alle forze
della coalizione; e poi quello
che, con l'avvento della
'dottrina McChrystal' è
diventato il nuovo leit motiv
delle forze Nato e Usa: trattare
con la popolazione locale.
''Tutti hanno fatto un
addestramento mirato contro gli
Ied'', spiega Berto e infatti,
''in teatro è aumentata la
componente del Genio''. Per
affrontare e neutralizzare la
minaccia, il Contingente
italiano potrà disporre non solo
dei propri mezzi e materiali, ma
anche dei ''Buffalo'' e dei ''Cougar'',
acquisiti dagli americani, gli
enormi 'bestioni' che riescono a
neutralizzare le esplosioni
degli ordigni nascosti ai lati
delle strade percorse dalle
colonne militari. Ma il "cuore"
della missione, l'aspetto più
importante, è quello dello "Human
Terrain", vale a dire la
capacità di trattare e
interagire con la popolazione
locale, che per Berto occupa
''una parte preponderante''.
''Parafrasando McChrystal
-afferma il nuovo comandante del
Regional Command West- noi siamo
qui per servire la popolazione
locale e per onorare gli impegni
presi dai nostri Paesi''.
Intanto quattro civili, di cui
due bambini, sono stati uccisi
dalle forze Nato
nell'Afghanistan orientale. Lo
hanno riferito all'agenzia
cinese "Xinhia" alcuni locali,
secondo i quali l'incidente è
avvenuto nella serata di ieri.
L'incidente, ma non l'uccisione
di bambini è stato confermato
anche da un comunicato dell'Isaf
(le forze internazionali guidate
dalla Nato). Nel testo, l'Isaf
spiega che "una colonna di mezzi
militari Isaf, di rientro al
campo base dopo avere ripulito
il ciglio stradale da ordigni
improvvisati, è stata avvicinato
da un veicolo che procedeva
dalla direzione opposta al
camion di testa". Nel testo si
spiega che il guidatore del
mezzo, di fronte alla
segnalazione di avvertimento dei
militari, "ha risposto spegnendo
i fari e accelerando verso la
colonna". A quel punto, prosegue
l'Isaf, i militari hanno
proceduto a spari di
avvertimento, ma il veicolo ha
continuato ad accelerare. "Alla
fine sono stati effettuati spari
nel veicolo stesso". I quattro
passeggeri del veicolo colpito
sono morti sul posto, secondo la
Nato due delle vittime erano
noti membri delle milizie
ribelli, mentre non si fa alcuna
menzione di bambini. A riferire
alla "Xinhua" che le altre due
vittime erano dei bambini, di 8
e 12 anni è stato il padre,
Rahmatullah Khan, che lavora per
lo Stato afgano come giudice. "I
miei figli - ha dichiarato -
sono stati uccisi dalle truppe
straniere. Erano innocenti,
erano scolari". Le forze afgane
e quelle internazionali hanno
avviato una inchiesta congiunta
sull'accaduto.
da GrNet.it - Livorno, li 20 aprile 2010 |
Martedì
13 Aprile 2010 09:13
Roma,
12 apr - Si conclude il 14
aprile 2010 a Civitavecchia, con
il rientro del contingente
italiano imbarcato sulla
portaerei "Cavour", la missione
italiana di soccorso alla
popolazione di Haiti, denominata
"White Crane". La Cavour, al
comando del capitano di vascello
Gianluigi Reversi, con a bordo
882 militari, tra cui la Task
force "Genio" dell'Esercito e
personale dell'Aeronautica e dei
Carabinieri, ha lasciato il
porto di La Spezia il 19 gennaio
scorso diretta ad Haiti. La nave
ha raggiunto le acque antistanti
Port-au-Prince dopo undici
giorni di navigazione con due
soste a Las Palmas (Isole
Canarie) e a Fortaleza (Brasile)
per imbarcare personale
sanitario civile e militare
brasiliano composto da 13
medici, 14 infermieri e un
elicottero da trasporto. Dopo
due mesi ad Haiti, il bilancio
del lavoro svolto dal
contingente militare si può
riassumere in più di dodicimila
chili di generi alimentari
trasportati dall'Italia e
distribuiti alla popolazione; 36
mila litri di acqua potabile
distribuita ai bambini delle
scuole, 176 mila chili di
medicinali forniti ai centri
sanitari locali per la
popolazione; 56 pazienti
ricoverati sugli oltre 100
assistiti presso l'ospedale di
bordo con 316 prestazioni
mediche fornite. In particolare
63 sono i voli di trasporto
medico effettuati a favore della
popolazione per un totale di
circa 150 pazienti soccorsi.
Sono stati undici i cantieri
edili completati dalla Task
force Genio dell'Esercito per
oltre dodicimila metri cubi di
macerie rimosse. Il personale
del contingente, proveniente da
tutte le forze armate italiane,
ha operato nel Paese martoriato
con diversi compiti mettendo a
frutto le molteplici capacità.
La portaerei Cavour grazie alla
sua spiccata flessibilità si è
dimostrata, a conferma di quanto
accaduto, l'unico strumento
capace di portare soccorso e
trasferire in tempi brevi viveri
e materiali di prima necessità,
soprattutto in quelle aree in
cui non sono praticabili approdi
sicuri e strade di
comunicazione. Dalla nave è
stato assicurato il compito di
comando e controllo dell'intero
Contingente, ha fornito
assistenza sanitaria sia a bordo
nel proprio ospedale sia a terra
nei posti medici avanzati, con i
suoi elicotteri ha distribuito
gli aiuti umanitari alla
popolazione Haitiana e fornito
il supporto logistico a tutto il
personale civile e militare
impiegato a terra. L'Esercito,
rappresentato dalla Task force
"Genio" degli alpini, oltre a
rimuovere le macerie, sgomberare
le strade dai detriti e demolire
le strutture pericolanti, ha
fornito assistenza sanitaria
alla popolazione locale con i
medici dell'ospedale "Celio"
all'interno del team medico
della portaerei Cavour.
L'Aeronautica militare ha
concorso all'assistenza
sanitaria con il personale
preposto all'evacuazione medica
ed ha fornito la protezione al
personale operante a terra. I
carabinieri, in qualità di
Polizia militare, hanno svolto
attività informativa e di
consulenza legale al Comandante
del contingente. (Il Velino)
da GrNet.it - Livorno, li 13/04/2010 |
Lunedì
29 Marzo 2010 18:28
Roma,
29 mar - Si prospettano nuove
vendite entro l'anno per il
sottomarino U-214, la versione
per l'esportazione degli U-212
A, costruito dalla Fincantieri
nell'ambito di un progetto
italo-tedesco con la
Howaldtswerke-Deutsche (Hdw).
Dopo l'accordo firmato con la
Turchia nel 2009 per sei
macchine, infatti, "l'Hdw sta
negoziando con diversi paesi",
ha spiegato al VELINO una
portavoce della societa', che
pero' non ha voluto aggiungere
ulteriore dettagli. L'occasione
per la firma di nuovi contratti
sara' quasi certamente "Euronaval
2010", L'esposizione
internazionale dei
professionisti del settore
navale e marittimo, che si
terra' quest'anno a novembre a
Parigi-le Bourget dal 25 al 29
ottobre. Si tratta del piu'
importante evento del settore a
livello globale. A oggi in tutto
ci sono 36 sottomarini Hdw in
tutto il mondo. Alcuni sono
U-214, altri U-212 A. Dei primi,
tra gli altri, la Corea del Sud
ha tre macchine e ne ha ordinate
altre sei. Dei secondi, invece,
la Germania ne ha quattro e
l'Italia due: il Todaro e lo
Scire'. A dicembre del 2009,
inoltre, ne ha ordinati un'altra
coppia (la loro consegna e'
prevista nel 2015 e nel 1016).
Questo tipo di sottomarini,
peraltro, ha suscitato
l'interesse anche di altri
competitor nella produzione,
come gli Stati Uniti.
Soprattutto dopo che lo Scire'
ha partecipato alla campagna
navale in acque atlantiche con
la US Navy, denominata Conus '09
(l'anno precedente il Todaro
aveva effettuato una missione
simile, la Jtfex), e ha
riportato risultati eclatanti
come riuscire a seguire -
passando inosservato - un
sottomarino nucleare americano.
Oltre alla bravura del
comandante, sono state le
caratteristiche del mezzo a far
si' che l'impresa andasse a buon
fine. I 212 A, infatti, sono
dotati del sistema di
propulsione Aip (Air independent
propulsion), che garantisce una
navigazione estremamente
silenziosa e percio' rende
estremamente difficile la
rilevazione del mezzo dalle eco
dei sonar, grazie all'utilizzo
di pile a combustibile. Queste,
peraltro, consentono anche di
aumentare sensibilmente
l'autonomia in immersione dei
battelli, capaci di restare in
immersione profonda fino a tre
settimane. Questa tipologia di
sottomarino e' anche amagnetico
ed e' dotato di un sistema
elettroacustico e di comando e
controllo armi completamente
integrato e un moderno sistema
di automazione della
piattaforma. L'Italia e la
Germania sono all'avanguardia
nella tecnologia subacquea,
tanto che non vendono solo
l'U-214, ma anche altre classi
come l'U-209, di cui la variante
Dolphin e' stata venduta in tre
esemplari a Israele.
A differenza degli U-212, pero',
la propulsione non e' Aip, ma
diesel-elettrica tradizionale.
(Velino)
Da GrNet.it - Livorno, li 30/03/2010 |
Lunedì
15 Marzo 2010 09:36
E’
boom di avvistamenti, anche da
parte di un sacerdote.
Roma, 14 mar - (di Vincenzo
Sinapi) E' boom di
avvistamenti di Ufo sui cieli
italiani: nel 2009 sono state 12
le segnalazioni registrate dal
Reparto generale sicurezza
dell'Aeronautica militare. Nel
2008 erano state 9 e nel 2007
soltanto 3. Naturalmente,
l'inserimento dell' avvistamento
di un Ovni - cioè un ''Oggetto
volante non identificato'' -
nell'apposita voce del Reparto
generale sicurezza
dell'Aeronautica non significa
che gli alieni sono tra noi. La
forza armata raccoglie infatti
le segnalazioni provenienti da
diverse fonti, senza esprimere
valutazioni sulla loro
attendibilità. Tuttavia,
un'indagine tecnica viene
compiuta e l'episodio si
classifica come avvistamento di
Ovni soltanto quando ''non è
stato possibile individuarne una
giustificazione tecnica o
naturale''. Così è stato, ad
esempio, per la sfera ''luminosa
di colore rosso, ferma nel
cielo'' a ''circa 200-300 metri''
di altezza che alcuni cittadini
hanno visto il 25 gennaio 2009
sul cielo di Tenna, in Trentino.
Dagli accertamenti svolti ''non
è stato possibile associare
l'evento ad attività di volo o
di radiosondaggio conosciuta'',
così come nessun ''fenomeno
insolito riferibile
all'avvenimento'' è stato
segnalato dall'Osservatorio
astronomico di Padova al momento
dell'avvistamento. E la sfera
luminosa è diventata a tutti gli
effetti un Oggetto volante non
identificato. Il 6 marzo 2009 un
altro Ovni (''scuro con luci
arancioni che sviluppava verso
terra una luce bianca
abbagliante'') è stato segnalato
a San Benedetto Val di Sambro
(Bologna). Il 12 giugno un
presunto Ufo dalla forma
''allungata simile ad un razzo''
di colore ''luminescente rosso
fuoco'' è stato avvistato a
Conversano (Bari) e in diverse
aree della Puglia, della
Basilicata e della Calabria; il
13 giugno una ''formazione di
9-11 sfere'' è stata segnalata
sopra via Mario Borsa, a Milano,
e il 21 dello stesso mese
''sette oggetti almeno tre volte
più grandi di una stella'' sono
stati segnalati a Giugliano in
Campania (Napoli). A Napoli
città, nel quartiere Capodimonte,
il 30 luglio è stato visto un
Ufo di forma ''sferica'' e di
colore ''luminescente cangiante''.
Il 9 agosto gli Ovni si spostano
in Toscana - più precisamente
alla periferia di Grosseto, dove
viene segnalato un oggetto di
forma indefinita, ''grigio
scuro'' e ''stazionario con
rotazione su se stesso'' - e a
Roma, quartiere di Casal Bertone:
questa volta l'oggetto
misterioso è ''circolare'', di
colore ''luminescente tipo faro''
e dalla velocità ''dapprima
lenta, con successiva
accelerazione''. Arriviamo ad
ottobre, tre segnalazioni. Una
di queste - il 18, a Bolzano -
particolarmente qualificata,
perchè, oltre a un ''privato
cittadino'' l'Ufo è stato visto
anche da una ''autorità
ecclesiastica locale''. L'ufo
aveva forma ''triangolare'', ''incolore'',
velocità ''ridotta e costante''.
Ultimo caso segnalato nel 2009 a
Avellino, la notte di Natale,
quando alcuni cittadini hanno
visto un disco circolare,
''luminescente di colore
arancio'', che volava a
''velocità costante'' a circa
300 metri di altezza. Era il
1978, in concomitanza con
un'ondata di presunti
avvistamenti di Ufo, quando
l'allora presidente del
Consiglio Giulio Andreotti
designò l'Aeronautica militare
come ''Organismo istituzionale
deputato a raccogliere,
verificare e monitorizzare le
segnalazioni inerenti gli
Oggetti volanti non
identificati''. Oggi questa
attività viene svolta appunto
dal Reparto generale sicurezza
dello Stato maggiore della forza
armata. Ogni cittadino può
segnalare un avvistamento
utilizzando un modulo che dovrà
poi consegnare ai carabinieri.
(ANSA)
da GrNet.it - Livorno, li 22/03/2010 |
Mercoledì 17 Marzo 2010 19:47
Pronto
ad accettare eventuali richieste
di risarcimento.
Roma, 17 mar - "Caro appuntato",
comincia così una delle lettere
che il ministro della Difesa
Ignazio La Russa ha scritto ai
feriti e ai familiari delle
vittime della strage di
Nassiriya. Due pagine in tutto,
dove il ministro comunica
innanzitutto che "durante la
conversione del decreto legge n°
152 del 2009, destinato alla
proroga delle missioni
internazionali è stata estesa -
per iniziativa parlamentare - la
norma che condiziona
all'espressa richiesta del
Ministro la punibilità di alcuni
reati previsti dal codice penale
militare di pace". La norma in
questione, subito ribattezzata
dai media in "salva-generali" di
fatto blocca i processi in corso
ai comandanti della base
italiana in Iraq, attaccata dai
terroristi il 12 novembre 2003.
Il ministro inoltre aggiunge di
non avere ancora deciso se
bloccare o no il processo ("Non
ho fin qui maturato un
orientamento univoco") e si dice
pronto ad accettare eventuali
richieste di risarcimento ("Mi
piacerebbe che fossero avanzate
richieste serene e precise", per
individuare "il giusto livello
di riparazione").
da GrNet.it -
Livorno, li 18/03/2010
|
Domenica 07 Marzo 2010 18:28
Roma,
7 marzo – (di Giorgio Carta*)
- Il plauso pressoché generale
suscitato dall’approvazione
della norma sulla cosiddetta
specificità conferma, quasi che
ce ne fosse ancora bisogno, che
viviamo in un Paese drogato,
dalle menti obnubilate, dove non
esistono più i fatti o i
concetti oggettivi e dove tutti
sono ben disponibili a giurare
che c’è il sole anche se è
notte.
Dico questo perché, quando ho
letto il testo della norma
rubricata “Specificità delle
Forze armate, delle Forze di
polizia e del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco”, ho
pensato subito che fosse stato
creato un pericoloso monstrum
giuridico, cioè uno strumento
idoneo a giustificare
l’ulteriore repressione e
limitazione dei diritti
personali del personale del
comparto sicurezza e difesa, i
cui frutti amari si
raccoglieranno nelle aule di
giustizia amministrativa (quindi
all’insaputa dei più e nel
dramma silenzioso dei diretti
interessati).
Il bello (si fa per dire) è che
la caramella amara è stata
avvolta in una accattivante
carta colorata e pubblicizzata
ingannevolmente, con la
conseguenza che è stata
applaudita da tutti quanti, sia
carnefici, che collaborazionisti
e vittime predestinate, le quali
ultime continuano oggi
ingenuamente a fantasticare sui
sontuosi aumenti stipendiali in
arrivo.
Trascorro troppo del mio tempo
nelle aule dei TAR, per non
avere invece timore e per non
vedere la norma in questione per
quella che è, cioè l’anello
mancante tra l’articolo 52 della
Costituzione ed il singolo
sopruso inflitto al cittadino in
uniforme.
La citata norma costituzionale
(che pure sancisce che
l'ordinamento delle Forze armate
si informa allo spirito
democratico della Repubblica) è
stata da sempre tradizionalmente
interpretata per dire il
contrario di ciò che esprime e,
quindi, per giustificare le
numerose limitazioni di diritti
(e sovente anche le
prevaricazioni) perpetrate nei
confronti dei cittadini in
uniforme.
Di conseguenza, ogni qual volta,
specie nelle aule di giustizia
amministrativa, si rilevano le
violazioni dei più essenziali
diritti umani dell’essere umano
e si evidenzia
l’incostituzionalità di norme
primarie e/o secondarie, i
Giudici oppongono il testo (o
meglio, l’interpretazione
distorta) del citato articolo
della Costituzione e concludono
che fare il poliziotto o il
militare è un mestiere duro, ma
la stessa Costituzione ci
consente di renderlo ancora più
gravoso (e alieno ai diritti)
perché ciò impone il
perseguimento dei supremi
interessi pubblici della Difesa
e della Sicurezza.
Ebbene, in un contesto normativo
e giurisprudenziale già così
sbilanciato, oggi è stato
fornito un nuovo strumento
normativo idoneo a giustificare
la limitazione dei diritti. La
norma oggi in esame, infatti,
dice esplicitamente ciò che alla
Costituzione veniva
surrettiziamente ed
arbitrariamente appioppato: ogni
limitazione dei diritti è
consentita in virtù della
specificità dei compiti
assegnati.
La norma approvata dal Senato
dice, infatti, che «è
riconosciuta la specificità del
ruolo delle Forze armate, delle
Forze di polizia e del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco,
nonché dello stato giuridico del
personale ad essi appartenente,
in dipendenza della peculiarità
dei compiti, degli obblighi e
delle limitazioni personali,
previsti da leggi e regolamenti,
per le funzioni di tutela delle
istituzioni democratiche e di
difesa dell'ordine e della
sicurezza interna ed esterna,
nonché per i peculiari requisiti
di efficienza operativa
richiesti e i correlati impieghi
in attività usuranti».
Ora, tale asserzione può suonare
neutra a tutti tranne che a chi
bazzica i tribunali
amministrativi.
Da ora in poi, infatti, un
trasferimento illegale e
punitivo, una sanzione
sproporzionata e arbitraria, una
declinazione di giudizio
caratteristico saranno ancora
più difficili da far dichiarare
illegittimi. Ciò perché
risulterà ancora più difficile
affermare che ai cittadini in
divisa spettano i fondamentali
diritti dell’uomo moderno.
No,
diranno i giudici, i loro
rapporti di lavoro sono
specifici (o speciali) «in
dipendenza della peculiarità dei
compiti, degli obblighi e delle
limitazioni personali, previsti
da leggi e regolamenti, per le
funzioni di tutela delle
istituzioni democratiche e di
difesa dell'ordine e della
sicurezza interna ed esterna,
nonché per i peculiari requisiti
di efficienza operativa
richiesti». E il gioco sarà
concluso qui.
Sulla scorta di tale
considerazione – normativamente
sancita (e, ahimè, perfino
applaudita!) – sarà impensabile
cercare di persuadere un giudice
che ogni essere umano ha gli
stessi diritti dell’altro, che
cioè non è speciale o
“specifico”.
Mi immagino, poi, quale potrà
essere il tenore degli ulteriori
atti esecutivi cui la norma, al
secondo comma, fa rinvio. Sulla
scorta di tale premessa – la
famigerata specificità – non vi
potrà essere che un ulteriore
declino della considerazione
umana e del rispetto degli
operatori della sicurezza e
della difesa.
Eppure quasi tutti applaudono
alla deriva in atto. Capisco i
carnefici, ma non capisco i
destinatari della norma.
E’ passata, infatti, la notizia
che la norma sia fonte di una
ridefinizione del trattamento
economico dei cittadini in
divisa. Ma perché si rinvia a
dopo la specificazione e
l’attuazione degli aumenti, oggi
solo subliminalmente paventati?
Peraltro, la norma, dal punto di
vista giuridico, è assolutamente
neutra, non sancendo alcun
obbligo di migliorare il
trattamento economico degli
operai con le stellette.
Semplicemente, si autorizza a
«stanziare le occorrenti risorse
finanziarie». Ma per assegnarle
a chi? Per retribuire cosa?
Forse per pagare le indennità di
trasferimenti d’autorità d’ora
in poi resi più semplici ed
immediati? Al momento non è dato
saperlo, ma tutti intanto
festeggiano!
Non solo. I militari oggi
brindano alla novità contenuta –
dicono - nel terzo comma della
norma in esame, secondo il quale
«il Consiglio centrale di
rappresentanza militare (COCER)
partecipa, in rappresentanza del
personale militare, alle
attività negoziali svolte in
attuazione delle finalità di cui
al comma 1 e concernenti il
trattamento economico del
medesimo personale».
Quale sarebbe la novità
contenuta in detta norma non si
capisce. Di certo non è stato
istituito, anche per i militari,
il sistema della contrattazione,
tra parte pubblica e parte
sindacale, che vige per le forze
di polizia ad ordinamento
civile.
Semplicemente si autorizza (ma
non era già previsto?) la
partecipazione dei COCER alle
“attività negoziali”, ma non si
sa con quali poteri.
La novità – secondo tutti -
starebbe nel concetto di
negozialità, ma, in un negozio
giuridico, o si è parte
(contraente) o non si decide un
bel niente. Partecipare ad un
negozio, in termini giuridici
non significa assolutamente
niente: o si ha la possibilità
di condizionare il contenuto
dell’accordo o si è irrilevanti,
come sempre. E allora che dire
di questa norma? Perché gioire?
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da GrNet.it - Livorno, li 08/03/2010 |
Giovedì
04 Marzo 2010 11:41
Roma,
4 mar - Ieri il Senato ha
approvato la
discussa norma sulla
specificità delle Forze armate,
delle Forze di Polizia e del
Corpo nazionale dei Vigili del
fuoco. Come abbiamo ampiamente
documentato la norma non prevede
nell’immediato una copertura
finanziaria ma rimanda a
successivi provvedimenti
legislativi il reperimento
dei fondi. Anche alla luce di
altri atti che impegnano il
governo, particolarmente
favorevoli agli operatori della
Sicurezza e della Difesa,
auspichiamo che l’esecutivo
questa volta mantenga le
promesse, ma la vicinanza delle
consultazioni amministrative
rende quantomeno sospette queste
improvvise “aperture”,
soprattutto in tema di
concessione di libertà sindacale
al comparto Difesa che, come
sappiamo, è stata fortemente
osteggiata sia dai vertici delle
Forze armate sia da ampi settori
della maggioranza di governo. Di
seguito l'articolo 19 del ddl
1167-B (inizialmente nel ddl
1167 era l'articolo 20)
approvato che contempla la
specificità
Art. 19.
(Specificità delle Forze
armate, delle Forze di
polizia e del Corpo
nazionale dei vigili del
fuoco)
1. Ai fini della definizione
degli ordinamenti, delle
carriere e dei contenuti del
rapporto di impiego e della
tutela economica, pensionistica
e previdenziale, è riconosciuta
la specificità del ruolo delle
Forze armate, delle Forze di
polizia e del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco, nonché
dello stato giuridico del
personale ad essi appartenente,
in dipendenza della peculiarità
dei compiti, degli obblighi e
delle limitazioni personali,
previsti da leggi e regolamenti,
per le funzioni di tutela delle
istituzioni democratiche e di
difesa dell'ordine e della
sicurezza interna ed esterna,
nonché per i peculiari requisiti
di efficienza operativa
richiesti e i correlati impieghi
in attività usuranti.
2. La disciplina attuativa dei
princìpi e degli indirizzi di
cui al comma 1 è definita con
successivi provvedimenti
legislativi, con i quali si
provvede altresì a stanziare le
occorrenti risorse finanziarie.
3. Il Consiglio centrale di
rappresentanza militare (COCER)
partecipa, in rappresentanza del
personale militare, alle
attività negoziali svolte in
attuazione delle finalità di cui
al comma 1 e concernenti il
trattamento economico del
medesimo personale.
da GrNet.it - Livorno, li 05/03/10 |
Giovedì
25 Febbraio 2010 23:12
Ravenna,
25 feb - E' stato individuato e
recuperato il corpo di Giovanna
Melania La Mantia, la caporale di 22
anni originaria di Trapani dispersa
sabato dopo un lancio col paracadute
sul piccolo aeroporto "La Spreta"
vicino a Ravenna. Il cadavere si
trovava nel laghetto della cava "La
bianca" dove da subito si erano
concentrate le ricerche. La giovane,
in servizio presso il 46° reggimento
Trasmissioni dell'Esercito, a
Palermo, era un appassionata di
paracadutismo sportivo e stava
effettuando dei lanci privati, fuori
dal servizio, per il conseguimento
del brevetto di paracadutismo
civile. (ANSA
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MASSAROSA (Lucca)
Presso il ristorante Nara, sarà organizzato il 6° Raduno dei
Carabinieri Paracadutisti che si svolgerà il 25 e 26 giugno 2010. Lo
hanno deciso i Consiglieri della Sezione domenica 21 novembre 2010.
La località, il ristorante e l'abbondante e fine menù, hanno fatto
decidere all'unanimità positivamente per il nostro incontro annuale.
Positivo è stato anche il trasferimento da Livorno a Massarosa e
viceversa, col pullman. Sarà così anche per il prossimo raduno. Si
prevedono almeno tre pullman che partiranno dall'Hotel Rex e al
termine saranno ricondotti allo stesso Hotel. Non ci saranno
problemi di guida per i massicci che alzeranno leggermente il
gomito.
Dettagliate notizie arriveranno ad ogni socio a mezzo lettera
postale verso fine di marzo. Quest'anno non ci sono brevetti d'oro
perché nessun socio compie i previsti 50 anni dal primo lancio.
Saranno premiate le mogli dei soci, le vedove e tutte le socie
familiari e simpatizzanti che interverranno. Saranno insignite col
diploma di "Benemerita" e una "Medaglia d'oro". Le premiazioni ci
saranno prima della cena e consegnate con cerimonia sul palco
allestito in giardino. Durante la Cerimonia ci saranno due fotografi
e un cineoperatore per immortalare la premiazione. |
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Lunedì
22 Febbraio 2010 15:16
Roma
22 febbraio 2010 - Sabato
scorso si è riunita per la prima
volta la Direzione Nazionale del
Partito per gli Operatori della
Sicurezza e della Difesa
(PSD) presieduta dal Segretario
politico Giuseppe Paradiso con
la partecipazione del Presidente
Giorgio Carta e di tutti i
segretari regionali e delegati
nazionali.
Per la prima volta, in un
incontro che si può definire
storico, i rappresentanti
dell'intero comparto Sicurezza e
Difesa (carabinieri, poliziotti,
poliziotti penitenziari,
marinai, avieri, soldati,
forestali e guardie giurate)
insieme ai rappresentanti delle
associazioni civili, si sono
ritrovati intenzionati ed uniti
nel dare vita ad un programma
politico comune che rappresenti
nel panorama istituzionale, le
istanze e le problematiche
autentiche che affliggono le
donne e gli uomini in uniforme.
Il gruppo
dirigente del PSD
"L'esigenza di dare vita ad una
nuova (ed inedita) formazione
politica, - ha affermato
Giuseppe Paradiso - scaturisce
dalla comune consapevolezza che
nessun partito finora ha saputo
(né voluto) affrontare e
risolvere compiutamente le
numerose preoccupazioni che
affliggono gli operatori del
comparto, peraltro rappresentate
a tutti i livelli". "Il mondo
politico si muove su un piano
completamente diverso da quello
che noi rappresentiamo - ha
continuato Paradiso - spesso
attento più all'aspetto formale
che a quello sostanziale. La
nostra azione politica mira
soprattutto ad eliminare
sprechi, inefficienze e cattiva
gestione del personale, aspetti
poco conosciuti dal cittadino
contribuente che non viene messo
al corrente di come vengono
spesi i suoi soldi, gestiti da
una classe politica disattenta e
poco informata anche per colpa
di burocrati gallonati i cui
interessi spesso non convergono
con l'esigenza di una corretta
amministrazione della cosa
pubblica". "Prova di ciò è la
recente denuncia che il partito
ha fatto sulle decine di
strutture carcerarie completate
e abbandonate, notizia che era
conosciuta solo dagli 'addetti
ai lavori' che, per timore di
ritorsioni disciplinari e in
mancanza di organo politico come
il nostro, non era mai
trapelata". "Tutti noi
conosciamo nel dettaglio gli
aspetti meno edificanti del
nostro lavoro, - ha detto
Paradiso - ma non vogliamo fare
del nostro partito un manganello
mediatico da usare contro i
palazzi della politica. Crediamo
invece che con il nostro
contributo qualificato si possa
scrivere la parola fine su un
sistema schizofrenico e
propagandistico di gestire la
complessa e vitale macchina del
comparto Sicurezza e Difesa".
"Siamo pronti, qualora
sottovalutati o snobbati
dall'attuale classe dirigente, a
mettere in piazza i 'panni
sporchi' che nessuno vorrebbe
esporre, ma auspichiamo un clima
di serena collaborazione
nell'esclusivo interesse dei
cittadini e del personale che
rappresentiamo". "Siamo
perfettamente consci inoltre -
ha continuato Paradiso - che è
vitale recuperare un rapporto di
fiducia e collaborazione con la
società civile, spesso incrinato
dalle azioni poco commendevoli
di alcuni operatori del comparto
che con le loro azioni avventate
hanno messo in cattiva luce
l'intero operato di persone
animate unicamente dal
perseguimento del bene comune.
Siamo allo stesso tempo pronti
però a difendere strenuamente
gli operatori del comparto che
spesso sono vittime di un
sistema politico-mediatico
rendicontista e compiacente che
più volte ha speculato
volontariamente in termini di
consenso elettorale su tale
delicato settore." "Non cadremo
nella trappola - ha sottolineato
il segretario del PSD - di farci
etichettare con un'appartenenza
politica. Noi siamo in questo
senso un partito 'eretico',
pronti a riconoscere i frutti di
una buona politica sia che essa
provenga dall'uno o dall'altro
schieramento ma con la stessa
coerenza segnaleremo le
storture, i dilettantismi e le
strumentalizzazioni che
danneggiano i nostri
rappresentati". "Siamo un
partito tenacemente aderente ai
valori costituzionali che
riteniamo sacri, perchè in essi
sono codificati al meglio gli
aspetti fondandi di un armonioso
e civile sviluppo democratico
della Nazione, ma siamo al tempo
stesso consapevoli che buona
parte della nostra Carta, quella
che attiene ai diritti umani,
civili e politici è stata
brutalmente svillaneggiata da
norme e regolamenti medioevali
che vorrebbero ancora mettere la
mordacchia ai servitori più
fedeli dello Stato, quelli che
vengono mandati spesso
all'estero con l'etichetta di
esportatori di pace e democrazia
che però viene loro
ipocritamente negata in Patria."
"A chi ci chiede il motivo della
costituzione di un partito
politico per gli operatori del
comparto Sicurezza e Difesa
rispondiamo con un atto di
estrema onestà che questa ci è
parsa la via residuale, ma ormai
maestra, per conseguire i nostri
obiettivi statutari che qui
voglio ricordare: 'Il PSD
propugna la libertà, il
rispetto, la giustizia sociale,
il benessere, l’intercultura, la
tolleranza, la libertà di
opinione, di pensiero, religiosa
e sessuale di tutti i cittadini
e, in particolare, degli
operatori del comparto Sicurezza
e Difesa. Per il PSD, la
difesa della libertà
costituisce, insieme, fine e
condizione per lo sviluppo
democratico e libertario della
società secondo il contributo
positivo dato da ciascuno con il
lavoro, con l’intelligenza e con
l’iniziativa. Il PSD promuove la
funzione essenziale del
sindacato dei lavoratori della
sicurezza e difesa, delle
organizzazioni di volontariato e
delle Associazioni."
"Proprio su questo ultimo
aspetto, quello che riguarda il
sindacato, il PSD vuole lanciare
un segnale rasserenante verso
gli esponenti di un settore che
riteniamo essenziale per lo
sviluppo democratico del nostro
Paese: il PSD non è alternativo
ai sindacati o ai Cocer di Forza
armata, ma complementare.
Riteniamo infatti che una
corretta e leale collaborazione
con i sindacati di categoria sia
fondamentale per raggiungere gli
obiettivi che i nostri organismi
si sono posti; insomma - ha
dichiarato Paradiso - chi ha una
tessera sindacale non ha nessun
motivo di sostituirla con quella
del PSD ma anzi consigliamo di
tenersela ben stretta per non
far morire una delle conquiste
sociali del mondo del lavoro".
"Le massiccie adesioni al nostro
partito giunte da ogni regione
d'Italia - ha concluso Paradiso
- sono, al di là di facili
propagandismi, il segnale più
forte della fiducia e della
speranza che gli operatori del
comparto hanno riposto in noi, e
ne avvertiamo tutto il peso e la
responsabilità. Insieme a nostri
iscritti costruiremo una nuova
realtà, rispettosa delle
istituzioni ma determinata a
dare il doveroso risalto agli
accorati appelli di una parte
sana del Paese a cui tutti
dobbiamo rispetto e
riconoscenza."
da GrNet.it . Livorno, li 24/02/2010 |
Giovedì 11 Febbraio
2010 17:03
Un'avaria
al velivolo la probabile
causa dell'incidente.
Roma, 11 feb. - Un aereo
da caccia F-16 del 5°
stormo di Cervia,
provincia di Ravenna, è
precipitato nel
pomeriggio tre miglia al
largo della costa
romagnola, tra Cervia e
Ravenna, durante una
missione addestrativa.
Il pilota si è lanciato
ed è stato recuperato da
un'imbarcazione civile.
Le sue condizioni sono
buone. A renderlo noto è
un comunicato dello
Stato maggiore
dell'Aeronautica. Non
risultano danni a cose o
persone terze. "Da una
prima analisi - osserva
anche lo Sma -
l'incidente sembra
essere stato provocato
da un'avaria al
velivolo". L'Aeronautica
militare nominerà una
commissione d'inchiesta
per accertare le cause.
|
Giovedì
18 Febbraio 2010 17:45
Mille
militari in più sul territorio
grazie a razionalizzazione.
Roma, 18 feb. - I carabinieri si
accingono ad avviare un progetto
che consentirà di incrementare
progressivamente il numero delle
stazioni che assicurano il
servizio di apertura al pubblico
nelle 24 ore. Lo ha annunciato
il comandante generale dei
carabinieri, Leonardo Gallitelli,
intervenendo alla cerimonia di
apertura dell'anno accademico
della scuola ufficiali
dell'Arma. "E' un progetto
importante - ha spiegato - reso
possibile da due fattori: il
primo è lo sblocco del turn-over
previsto dalla recente manovra
finanziaria per il prossimo
triennio, che ci permetterà di
preservare le potenzialità
operative raggiunte in questi
anni; il secondo è costituito da
un`ulteriore razionalizzazione
di strutture e procedure, che
consentirà di dedicare al
controllo del territorio le 600
unità così recuperate. "Alla
realizzazione del progetto - ha
proseguito - concorre anche la
disponibilità di una solida
piattaforma tecnologica. Mi
riferisco, in particolare, alla
conseguita informatizzazione
delle attività di
amministrazione del personale e
dell'intera gestione logistica,
dal parco automezzi alle
infrastrutture, dagli arredi
agli equipaggiamenti. In tal
modo l`Arma ha già potuto
alleggerire le proprie strutture
burocratiche di oltre 5.200
unità. Solo tra il 2008 e il
2009 sono stati circa 1.000 i
carabinieri recuperati al
controllo del territorio,
attraverso la razionalizzazione
degli organici del comando
generale, delle scuole, del
servizio navale e della prima
brigata mobile". Nel corso del
2009, ha ricordato Gallitelli, i
carabinieri hanno denunciato
all'autorità giudiziaria oltre
375mila soggetti e ne hanno
arrestati 92.600, tra i quali
sono compresi 1.244 per
associazione mafiosa e 31
latitanti. "Un impegno - ha
sottolineato - che spesso si
eleva a supremo sacrificio.
Nell'ultimo anno sono stati 9 i
caduti in servizio. Un impegno
che l'istituzione sostiene con
una puntuale attenzione ai
bisogni dei suoi uomini e delle
sue donne, grazie anche alla
collaborazione degli organismi
di rappresentanza, peraltro
sensibilmente attivi su tutti i
temi di maggiore interesse dei
nostri militari". (Apcom)
da GrNet.it - Livorno, li 18/02/2010 |
| PENTAGONO:
PRESTO I JET DELLA DIFESA VOLERANNO CON CARBURANTE ESTRATTO DALLE
ALGHE.
La Difesa ha trovato il modo di
produrre carburante a basso costo. Roma, 15 feb. - I
ricercatori del Pentagono sono a un passo dalla produzione di
carburante per i loro jet derivato dalle alghe allo stesso costo di
quello estratto da fonti fossili. La notizia arriva dalla Defense
Advanced Research Projects Agency (Darpa), gloriosa agenzia che ha
contribuito allo sviluppo di internet e ai sistemi di navigazione
satellitare, e coglie di esperti di sorpresa. Un carburante
economico, a basso tenore inquinante, non solo permetterebbe
all'esercito Usa, il maggiore singolo consumatore di energia del
paese, di liberarsi dalla dipendenza dal petrolio, ma
rappresenterebbe una promessa anche per i trasporti civili. I
progetti di ricerca della Difesa hanno già estratto petrolio da
stagni di alghe al costo di due dollari al gallone. E ora comincerà
la raffinazione del petrolio per trasformarlo in carburante per i
jet militari al costo di meno di tre dollari il gallone, spiega al
quotidiano britannico The guardian Barbara McQuiston, responsabile
dell'energia dell'Agenzia. I ricercatori hanno risolto il problema
di trasformare la schiuma e le alghe degli stagni in carburante, ma
la musica potrebbe cambiare se si trovasse un metodo poco costoso di
produzione di massa. "Tutti sanno che molte cose non iniziate
nell'esercito" dice McQuiston. Il lavoro della Darpa rientra nel
quadro di un ampio sforzo del Pentagono per diminuire la sua sete di
petrolio, che si spegno con 60-75 milioni di barili ogni anno. E una
buona parte viene impiegata per far volare gli aerei della US Air
Force. "Darpa ha raggiunto il suo obiettivo di base oggi" spiega "il
petrolio dalle alghe è stimato a due dollari al gallone, e potrebbe
arrivare a un dollaro". McQuiston annuncia che una struttura di
raffinazione su larga scala, con una produzione di 50 milioni di
galloni l'anno, entrerà in attività nel 2011 e questo potrebbe far
diminuire ancora i costi, rendendo il carburante a base di alghe
competitivo. Le previsioni di McQuiston colgono di sorpresa gli
esperti del settore. "E' un po' in anticipo. Non dico che accadrà
tra tre mesi, ma tra due anni" spiega Mary Rosenthal, direttore
della Algal Biomass Association. Ma la corsa al carburante alle
alghe è già cominciata. Anche il colosso petrolifero Exxon, che ha
sempre definito sciocchezze i progetti sui biocarburanti, ha
investito 600 milioni di dollari nella ricerca sulle alghe. A
differenza dell'etanolo estratto dal mais, le coltivazioni di alghe
non minacciano le forniture alimentari: alcune varietà vengono
coltivate tra i rifiuti domestici e nelle acque di scarico. Le alghe
sottraggono biossido di carbonio all'atmosfera durante la crescita e
quando il carburante derivato viene bruciato, la stessa Co2 viene
liberata: si tratta perciò di una fonte di energia virtualmente a
zero emissioni. Il settore negli Usa ha ricevuto nuovo slancio nelle
scorse settimane quando la Environmental Protection Agency ha
dichiarato che il diesel derivato dalle alghe riduce le emissioni di
gas serra del 50%. Per la Darpa, gli studi sulle alghe rientrano in
un progetto più ampio che prevede che entro il 2016 l'esercito
ottenga metà del carburante di cui ha bisogno da fonti rinnovabili.
(Apcom-Nuova Europa)
da
GrNet.it - Livorno, li 16/02/2010 |
Giovedì
11 Febbraio 2010 09:13
La
vedova del Sergente maggiore
Valente: sui militari ha ragione
Saviano. Napoli, 11
feb - Poche e semplici parole,
scritte su un foglio di carta per
paura che l'emozione gli potesse
giocare un brutto scherzo, e
pronunciate con la voce incerta,
rotta dal pianto. Il primo
caporalmaggiore della Folgore
Ferdinando Buono, ferito
nell'attentato del 17 settembre
scorso nel quale morirono sei suoi
colleghi, si è sposato ieri nella
chiesa napoletana di Sant'Antonio a
Posillipo e ha dedicato un messaggio
alle vittime della strage di
militari italiani in Afganistan. Ma
il ricordo più importante è stato
per il sergente maggiore Roberto
Valente, collega e amico da tanti
anni, rimasto ucciso nell'attentato.
''Un pensiero particolare va a
Roberto - ha detto Buono dal pulpito
della chiesa, tra la commozione dei
tanti presenti alla cerimonia - Sei
sempre sorridente e sempre presente
accanto a noi. Ciao Roberto, ciao
ragazzi''. A consegnargli le fedi
sull'altare doveva esserci il
piccolo Simone Valente, figlio di
Roberto, che però è rimasto a casa
per una forte febbre. Stefania,
vedova del sergente maggiore, ha
ringraziato Buono per il bel gesto e
ha ricordato un commento di Roberto
Saviano scritto in occasione
dell'attentato. ''Saviano ha scritto
una grande verità - ha detto la
Valente - Mio marito aveva la divisa
nel sangue, ma i militari sono
soprattutto meridionali perchè qui
al sud l'esercito è una delle poche
strade per uscire dalla miseria e
dal degrado sociale''. La vedova
Valente ha poi rivolto un
ringraziamento all'esercito e ai
tanti sconosciuti che in questi mesi
le
Il Sergente Maggiore Roberto
Valente
hanno espresso vicinanza e
solidarietà. Poi un desiderio:
''spero che il Comune di Napoli
vorrà ricordare il sacrificio di
Roberto intitolandogli una strada.
Sono fiera di lui''. La speranza di
Ferdinando Buono invece è quella di
dire addio per sempre alle missioni
all'estero per stare vicino alla
famiglia e per dimenticare quelle
immagini terribili dell'attentato
che ancora oggi lo tormentano di
giorno e gli tolgono il sonno la
notte. In dodici anni di carriera
militare nella brigata paracadutisti
è partito per nove missioni nelle
principali aree di crisi dove è
stato impiegato l'esercito italiano
e il 3 agosto scorso è uscito illeso
in un altro attentato ad Herat,
nell'ovest dell'Afghanistan, dove
morirono 12 civili, compresi una
donna e un bambino. Dimenticare
tutto quell'orrore, ma ricordare
sempre il sacrificio dei colleghi e
in particolare quello dell'amico
Roberto. Il caporalmaggiore Buono
pronuncia le sue semplici parole
dall'altare della chiesa e quando
finisce si avvia di nuovo al fianco
della moglie Anna visibilmente
emozionato. I presenti lo sostengono
con un lungo applauso e anche i
militari del picchetto d'onore,
ordinatamente in fila sul fondo
della navata, faticano a nascondere
la commozione. Da quel 17 settembre
Ferdinando porta delle ferite
profonde nell'animo, la perdita
quasi completa dell'udito e un dito
in meno alla mano sinistra,
l'anulare, quello della fede
matrimoniale.
da GrNet.it - Livorno, li 12/02/2010 |
|
RICORSI AMMINISTRATIVI:
ISTRUZIONI PER L'USO.
Roma, 6 feb - (di Giuseppe
Paradiso) - Alzi la mano
chi non ha mai promosso un
ricorso contro la propria
Amministrazione o chi non ci ha
seriamente pensato! Sono una
platea sterminata gli operatori
del comparto Sicurezza e Difesa
che nell'arco della loro
carriera hanno messo mano alle
carte bollate ed adito i giudici
amministrativi nel tentativo di
conquistare un diritto o di
vedersi riconosciuto un torto
subito. Le materie oggetto di
ricorso amministrativo sono
tantissime: si va dalle note
caratteristiche alle indennità
operative, dalle missioni ai
ricongiungimenti familiari, dai
concorsi alle sanzioni
disciplinari. Praticamente non
esiste materia che non sia
passata al vaglio dei giudici
amministrativi aditi dalle donne
e dagli uomini in uniforme.
Questo articolo, lungi dal voler
emettere giudizi od
apprezzamenti nei confronti di
chiunque, si limita ad esporre
delle semplici "istruzioni per
l'uso" per non incorrere in
spiacevoli problemi che possono
verificarsi quando si decide di
far valere i propri diritti.
L'avvocato, serve
sempre? No. In materia
di accesso a documenti
amministrativi ai sensi della
legge 241/90, il ricorrente,
giusta quanto previsto dall'art.
4, terzo comma, della legge 21
luglio 2000, n. 205, "può stare
in giudizio personalmente senza
l'assistenza del difensore".
Facciamo un esempio: avete
richiesto l'accesso a dei
documenti amministrativi e la
vostra amministrazione oppone un
diniego oppure vi concede solo
parzialmente l'accesso? Potete
benissimo impugnare il diniego
presentando al TAR un ricorso
senza che dobbiate
necessariamente farvi assistere
da un legale così come prevede
la legge in tutti gli altri
casi. Coloro che intendono
avvalersi di questa opportunità
dovranno quantomeno conoscere le
modalità "tecniche" di
presentazione di un ricorso, non
molto difficili in verità. Lo
stesso dicasi per la
proposizione di un ricorso
straordinario al Capo dello
Stato che, parmimenti, non
richiede il patrocinio di un
legale.
Va bene, faccio ricorso!
La scelta del legale.
La scelta di un buon legale,
specialmente per coloro che
appartengono al comparto
Sicurezza e Difesa, è di
fondamentale importanza. Sebbene
qualsiasi legale possa benissimo
rappresentare e difendere il
proprio assistito davanti ai
giudici amministrativi, il
nostro consiglio è quello di
sceglierne uno che abbia una
conoscenza vasta ed approfondita
delle norme e dei regolamenti
che regolano il vivere
quotidiano del personale in
uniforme, che sono moltissime.
Insomma, scegliere un legale
"specializzato" è già il primo
passo nella giusta direzione.
Che esperienza ha il legale che
intendiamo scegliere? A questa
domanda ci viene in soccorso la
rete internet. Nel motore di
ricerca della
giustizia amministrativa
basta inserire il nome e il
cognome del legale per rendersi
conto delle materie di cui si è
occupato e con quale frequenza.
Se ci consigliano uno
sconosciuto legale che non
risulta aver mai frequentato (o
ha frequentato pochissime volte)
le aule dei tribunali deputate a
decidere la materia che ci sta a
cuore, forse è il caso di
cercarne uno con un pò più di
esperienza nel settore.
Una Società (SpA, Srl -
snc ecc.) mi propone, attraverso
internet - o altre forme di
comunicazione - l'adesione ad un
ricorso che mi interessa. Che
faccio, mi fido?
Dipende. Innanzi tutto bisogna
sapere che in base al codice
civile, una Società persegue
necessariamente uno scopo di
lucro. Bisogna poi rendersi
conto che i profitti derivanti
dal trattare i ricorsi
amministrativi, specialmente
quelli "collettivi", possono
essere molto alti e sviluppano
appetiti che, per quanto leciti,
potrebbero nascondere insidie
inaspettate. Il buon senso ci
deve venire in soccorso. Bisogna
porsi delle semplici domande:
che tipo di Società è quella che
si offre di difendere i miei
interessi? E' una Società
trasparente che rende pubblici
(ad esempio attraverso internet)
i nomi delle persone che la
compongono (Titolari, soci e
consiglieri) o piuttosto cerca
di celare le loro identità? Chi
sono i consulenti legali
(interni od esterni) della
Società ai quali questa intende
affidare la mia tutela? Che
esperienza hanno questi legali
nel settore di mio interesse
(vedi la domanda precedente "La
scelta del legale")?
E' chiaro che una Società che
intende promuovere un ricorso
(specie se collettivo) dovrebbe
essere come un palazzo di vetro,
dove i ricorrenti possono sapere
con chi hanno a che fare e il
grado di affidabilità della
Società stessa. Spesso infatti
si viene attratti dal basso
costo che viene richiesto per
partecipare ad un ricorso e non
facciamo caso a fattori
determinanti, come quelli
elencati prima, che potrebbero
seriamente compromettere
l'efficacia dell'azione
amministrativa determinando poi
nei ricorrenti un senso di
generale sfiducia verso
l'istituto del ricorso
amministrativo. In sostanza, se
si accetta di farsi difendere da
sconosciuti del quale non si
conosce il grado di esperienza e
di affidabilità, non bisogna
lamentarsi poi degli eventuali
risultati fallimentari. Una cosa
è certa infatti: i profitti per
la Società sono assicurati,
qualunque sia l'esito del
ricorso proposto.
I ricorsi "fai da te".
Sono sempre vantaggiosi? Siamo
venuti a conoscenza che certi
colleghi si sono dati da fare
per raccogliere le adesioni per
esperire un ricorso
amministrativo che ci interessa.
Che faccio, mi fido?
Anche in questo caso la prudenza
non è mai troppa. Come nel caso
della Società trattato prima,
anche qui valgono le stesse
considerazioni. Che esperienza
hanno i legali (o il legale) al
quale i nostri colleghi
intendono affidare la tutela dei
nostri interessi?
Sono iscritto ad
un'associazione riconosciuta
dalla legge che mi propone un
ricorso amministrativo, posso
fidarmi? Anche in
questo caso, come in tutti gli
altri, valgono le regole
generali di buon senso e di
prudenza. In genere le
associazioni hanno sedi sparse
un pò dovunque nel teritorio
nazionale, ed è quindi facile
recarsi di persona presso quella
più vicina e "fare le pulci" al
responsabile per saperne quanto
più possibile in merito al
ricorso proposto. Se sono
associazioni no profit e di
comprovata serietà possiamo
stare già più tranquilli, ma non
dimentichiamo di porre le
domande fondamentali alle quali
abbiamo più volte accennato in
questo articolo. La prudenza
innanzi tutto.
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AFGHANISTAN: BOMBA CONTRO
SOLDATI ITALIANI, SOLO FERITI LIEVI.
Roma, 3 feb - Oggi alle 13.20 (le 09.50 in Italia) a sud di Herat in
Afghanistan si è verificato un attacco contro un blindato Lince
italiano che ha provocato il ferimento di cinque militari del nostro
contingente: uno ha riportato un sospetto trauma cranico mentre per
gli altri quattro si registrano solo leggere contusioni.
L'esplosione è avvenuta a circa quattro chilometri dalla base
operativa avanzata di Shindand, che ospita i militari della Task
Force Center, su base Primo Reggimento Bersaglieri. I feriti sono
stati subito trasferiti all'ospedale da campo della base mentre sul
luogo dell'incidente è intervenuto immediatamente un team di
artificieri esperti nel riconoscimento e nella bonifica di ordigni
esplosivi, per stabilire la natura e l'origine dell'esplosione. La
pattuglia rientrava da un'operazione di Key Leaders Engagement,
l'attività di contatto con i principali esponenti dei villaggi e dei
paesi delle diverse aree per raccogliere informazioni utili alle
forze di sicurezza locali e ai militari Isaf. Secondo quanto ha
riferito nell'Aula della Camera il ministro della Difesa Ignazio La
Russa, "l'ordigno esploso era per fortuna di modesta entità" e i
quattro italiani feriti solo lievemente "sono già tutti tornati in
servizio". Solidarietà ai militari vittime dell'attentato è stata
espressa dal responsabile esteri del Pd Piero Fassino mentre il vice
capogruppo dell'Italia dei valori alla Camera Fabio Evangelisti,
oltre alla vicinanza ai nostri militari, ha sottolineato la
necessità di "affrontare un dibattito serio e scrupoloso per
rivedere la strategia militare su un territorio ormai martoriato da
anni di conflitto".
da
GrNet.it - Livorno, li 4 febbraio 2010 |
| USA: IL
PENTAGONO ANNUNCIA UN GRUPPO DI STUDIO E I PASSI PER INTEGRARE I
GAY.
Washington, 2 feb. - Il Pentagono annuncia oggi la creazione di un
gruppo di studio e altri passi per rimuovere il divieto per i
militari gay di rendere pubblico il loro orientamento sessuale. Lo
ha anticipato il "Washington Post", dopo che un impegno in questo
senso era stato assunto dal presidente Barack Obama nel discorso
sullo stato dell'Unione. Nel corso di un'audizione davanti alla
Commissione forze armate del Senato sul bilancio, il segretario alla
Difesa, Robert Gates e il capo degli Stati maggiori riuniti,
ammiraglio Michael Mullen, illustreranno i dettagli della nuova
normativa su uomini e donne gay in divisa, avvertendo pero' che ci
vorranno anni per una loro piena integrazione. Come primo passo, ha
spiegato il "Post", non saranno piu' intraprese azioni disciplinari
nei confronti dei militari la cui omosessualita' venga rivelata
contro la loro volonta' da terze persone. Inoltre verra' creato un
gruppo di studio con un consigliere militare e uno civile che nel
giro di un anno dovra' stabilire come integrare i gay nelle forze
armate, superando la vecchia politica del "non chiedere, non dire"
varata da Bill Clinton nel 1993 che prevedeva l'espulsione per chi
dichiarava la propria omosessualita'. Molti i punti da chiarire: per
esempio fino a che punto gli omosessuali potranno esibire il loro
orientamento sessuale in servizio, se gli eterosessuali possano
essere obbligati a dividere l'alloggio con i gay e se si possa
estendere l'assistenza medica e pensionistica a partner dello stesso
sesso. Obama aveva confermato l'impegno elettorale per i gay in
divisa nel discorso sullo stato dell'Unione di una settimana fa. "Quest'anno
lavorero' con il Congresso e i militari per superare finalmente la
legge che nega agli americani gay il diritto di servire il paese che
amano a causa di quello che sono". Il timore delle organizzazioni
gay e' che anche stavolta il Pentagono punti a prendere tempo su una
riforma osteggiata dai vertici militari che temono danneggi il
morale e la disciplina delle truppe. Gia' l'estate scorsa Gates
aveva annunciato di aver chiesto un parere legale sulla possibilita'
di ignorare le denunce di terzi sui militari gay, ma ancora non se
ne e' saputo nulla. Nel 2009 sono state 428 le persone espulse dalle
forze armate dopo che e' stata rivelata la loro omosessualita', nel
2008 erano state 619. (AGI)
da
GrNet.it - Livorno, li 3 febbraio 2010 |
Lunedì
01 Febbraio 2010 11:40
I
clienti vengono prima dei
terremotati. Roma, 1
feb. - Le polemiche si sono riaccese
quando la Cavour è partita per
Haiti. In molti si sono chiesti:
perché l'Italia invia una portaerei
per gli aiuti ai terremotati? Alcuni
alti graduati hanno provato a
fornire una risposta al quesito. E
non è la più scontata: se è vero,
infatti, che la Cavour deve muoversi
comunque, è altrettanto chiaro che
si tratta di un prodotto della
tecnologia italiana e farlo vedere
significa procurare affari. E così,
si legge oggi su Repubblica, persino
la tappa in Brasile sembra ideata
per far vedere la portaerei ai
rappresentanti di un governo molto
interessato. In altre parole,
aggiunge il quotidiano, i clienti
vengono prima dei terremotati. E il
viaggio umanitario verso Haiti
sarebbe solo l'ultima tappa di un
progressivo allontanamento delle
scelte militari dall'interesse
nazionale diretto, per privilegiare
piuttosto esigenze industriali. Il
punto di non ritorno di questo
processo, spiega ancora Repubblica,
è la nascita di Difesa Servizi spa,
a cui andrà la responsabilità di
ogni acquisto delle Forze Armate,
armamenti esclusi. Le decisioni
saranno prese dal consiglio
d'amministrazione, che dovrà rendere
conto al ministro, per un budget fra
i tre e i cinque miliardi di euro.
Il meccanismo, precisa il
quotidiano, spazza via ogni criterio
di trasparenza: la Corte dei Conti
potrà intervenire solo in caso di
comportamenti penalmente rilevanti.
(Apcom)
da GrNet.it - Livorno 1 febbraio 2010 |
| ELEZIONI
AMMINISTRATIVE NEL LAZIO: IL CARABINIERE CHE NON AVEVA LA SCORTA
DECIDE DI CANDIDARSI.
Roma, 29 gen - (di Monica
Ferdinandi) Salvatore De
Maio del "Partito
per Operatori della Sicurezza e
della Difesa" (PSD)
si presenta come candidato
indipendente nella lista della
Destra di Storace per la regione
Lazio nelle elezioni del 27 e 28
marzo 2010. De Maio è un
carabiniere, e il suo nome ai
più non dice nulla, ma le sue
vicissitudini sono ben
conosciute all'interno dell'Arma
e da alcuni settori del mondo
politico. Nel 2004
subì un attentato dalla mafia
che lo aveva preso di mira per
l'intensa attività repressiva
che svolgeva a Palermo e fu
trasferito "d'autorità" in un
altra regione allo scopo di
tutelare la sua incolumità e
quella della sua famiglia ma,
incredibilmente, gli veniva
negata la scorta nel corso delle
sue trasferte a Palermo in
occasione delle udienze in
tribunale. Il Psd ha perorato
la sua causa attivando una serie
di consultazioni con esponenti
della politica conclusasi con
la presentazione di
un interrogazione parlamentare
al ministro della Difesa,
presentata dagli onorevoli
Paladini e Rota dell’Italia dei
Valori, che ha avuto come
diretta conseguenza
l’assegnazione della scorta al
coraggioso carabiniere. Il PSD,
in occasione delle prossime
amministrative, sta sostenendo
la sua candidatura,
conferendogli piena libertà di
scegliere la sua posizione
politica. Salvatore De Maio ha
fatto della lotta alla
criminalità organizzata il suo
vivere giornaliero ed ha deciso
di esporsi in prima persona,
pubblicamente, non celando più
la sua identità per “dare un
segnale forte che possa giungere
alla gente, alla coscienza di
ogni cittadino onesto, ai più
giovani, per debellare il
malcostume praticato da alcuni
membri delle istituzioni e da
una politica dei favoritismi e
non del diritto, per contribuire
a dismettere l’arroganza di
casta che ha permesso che lui ed
altri come lui venissero
abbandonati a loro stessi dallo
Stato nel momento del bisogno”.
Si presenta come candidato
esterno poiché il PSD, per
statuto, è un movimento politico
“non schierato” che veicola le
proprie istanze legislative
tramite taluni parlamentari,
appartenenti a diversi partiti
che hanno dichiarato di voler
collaborare alla sua attività e
concorrere alla realizzazione
degli obbiettivi.
da GrNet.it - Livorno li 30 gennaio
2010 |
| AFGHANISTAN: DI
PAOLA, ALLA FINE DELL'ANNO VEDREMO LA LUCE
44 paesi coinvolti in ISAF
sostengono la strategia di McChrystal. Bruxelles, 27
gen. - "Alla fine dell'anno vedremo la luce all'orizzonte" in
Afghanistan. Lo ha affermato l'ammiraglio Gianpaolo Di Paola,
presidente del Comitato militare della Nato, dopo aver incontrato i
capi di stato maggiore dei Paesi alleati a cui, per la prima volta
dalla sospensione delle relazioni fra Nato e Russia dopo la guerra
in Georgia, ha partecipato anche il capo di stato maggiore russo. La
nuova strategia americana suggerita dal comandante delle forze a
Kabul, il generale Stanley McChrystal, è "sostenuta all'unanimità,
in modo entusiasta e inequivoco" da tutti i partecipanti
all'incontro, ha sottolineato Di Paola. "Ora è davvero arrivato il
momento di risettare le nostre relazioni, non solo a parole, ma
anche praticamente", ha dichiarato Di Paola, sollecitando la Russia
a contribuire allo sforzo di stabilizzazione dell'Afghanistan (Mosca
deve ancora rispondere alla richiesta dell'Alleanza atlantica di
inviare equipaggiamenti e addestratori per le forze afghane e
componenti per gli elicotteri).
Makarov, ha aggiunto Di Paola, ha mostrato "un interesse ancora
maggiore di quello alleato in un risultato positivo, che significa
un Afghanistan stabile e in pace".
da
GrNet.it - Livorno, li 29/01/2010 |
| HAITI: GENDARMI
DELL'UNIONE EUROPEA, DALL'ITALIA E DALLA FRANCIA I CONTRIBUTI
MAGGIORI.
Bruxelles, 25 gen - Saranno Italia e Francia a inviare la parte più
rilevante di gendarmi Ue nella missione Onu ad Haiti, Minustah, per
contribuire alla sicurezza e alla stabilizzazione del paese
devastato dal terremoto. Lo ha confermato il ministro degli esteri
spagnolo, Miguel Angel Moratinos, al suo arrivo al consiglio esteri
della Ue che discute di come passare dalla fase dell'emergenza a
quella della costruzione negli aiuti alle popolazioni
haitiane."Italia e Francia invieranno un numero sostanziale di
gendarmi", ha detto il ministro. In totale, i gendarmi europei che
saranno inviati a Port-au-Prince saranno oltre 300, di cui circa 120
carabinieri italiani e poco più di un centinaio di gendarmi
francesi.
Contributi arriveranno anche dagli altri paesi che fanno parte della
forza di gendarmeria europea: Olanda, Spagna, Portogallo e Romania.
L'invio dei gendarmi sarà finalizzato oggi e potrà diventare
fattibile nei prossimi giorni, considerato che si tratta di unità
operative già formate ed addestrate. "Tutti i paesi che fanno parte
della forza di gendarmeria europea sono disposti a partecipare: la
Francia, l'Italia, la Spagna, l'Olanda, il Portogallo e la Romania
sono pronti ad apportare degli effettivi, ciascuno secondo la
propria capacità", ha detto Moratinos, il cui paese è presidente di
turno della Ue. "Insieme, rappresenteranno la Ue nel compito di
garantire la sicurezza e soprattutto l'arrivo dell'aiuto d'urgenza
di cui gli haitiani hanno bisogno". Secondo fonti europee, l'Olanda
punta ad un contributo compreso tra i 50 e o 70 gendarmi, la Spagna
tra i 20 e i 40. Anche Portogallo e Romania si starebbero orientando
verso poche decine di unità. L'invio della forza di polizia è però
contestato dalla Gran Bretagna, che non ne vede l'utilità
considerata la massiccia presenza sul posto di militari americani.
Al suo arrivo al consiglio, il segretario di stato della Gran
Bretagna agli affari europei, Chris Bryant, ha espresso perplessità.
"Non so se questa è la cosa migliore da fare", ha detto. Londra non
fa comunque parte della forza europea di gendarmeria. (ANSA)
Da
GrNet.it - Livorno, li 26 gennaio 2010. |
| FIAT: UNA
FLOTTA DI VETTURE CONSEGNATA ALLA MARINA MILITARE.
''Oggi,
presso il Fiat Center di Roma, è stata consegnata alla Marina
Militare una flotta di vetture e veicoli Fiat - 25 esemplari tra
Nuovo Ducato Panorama, Grande Punto e Bravo - a testimonianza della
partnership che lega due simboli italiani famosi nel mondo. La
cerimonia si è svolta nel cuore dello showroom romano dove il
Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, l'Ammiraglio di Squadra,
Alessandro Picchio, ha ricevuto le chiavi delle vetture da Santo
Ficili, Direttore Mercato Italia Fiat Automobiles''. E' quanto si
legge in una nota della Fiat. "Con questo evento inoltre il brand
Fiat ha voluto ricambiare l'ospitalità della Marina Militare offerta
lo scorso settembre sulla Nave Cavour, la più grande costruzione
navale dal dopoguerra ed il maggiore investimento tecnologico della
Difesa Nazionale. Infatti, l'ammiraglia della Marina è stata la
spettacolare "rampa di lancio" della Fiat Punto Evo, l'evoluzione
della Grande Punto e vettura all'avanguardia nell'innovazione
motoristica, nel rispetto ambientale, nella sicurezza e nello stile'',
continua la nota. ''Da sottolineare che la presentazione alla stampa
internazionale della nuova vettura a bordo della Nave Cavour ha
messo in risalto l'eccellenza tecnologica che contraddistingue
l'intero sistema industriale e militare italiano. Ma la Marina
Militare e Fiat condividono altri importanti valori quali la
solidarietà come dimostra la recente partenza della Nave Cavour alla
volta di Haiti per prestare soccorso alla popolazione colpita dal
grave terremoto. Ad attenderla sull'isola anche il Gruppo Fiat che -
in stretta collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite,
la Croce Rossa Internazionale e l'associazione Francesca Rava - ha
fornito mezzi, supporto tecnico ed economico per far fronte
all'immane tragedia'', conclude la nota. (Adnkronos)
Da GrNet. - Livorno 24 gennaio 2010 |
| AFGHANISTAN,
COMANDANTE MILITARE NATO LODA LAVORO DELL'ITALIA.
L'ammiraglio James G. Stavridis
ha visitato camp Arena a Herat. - Il comandante
supremo delle forze alleate in Europa (Saceur, il vertice militare
della Nato), l'ammiraglio statunitense James G. Stavridis, si e'
recato in Afghanistan in visita a Herat al comando regionale Ovest (Rc-W),
guidato dal generale italiano Alessandro Veltri e dove e' di stanza
il nostro contingente nel paese asiatico (su base brigata Sassari).
Stavridis, accompagnato da Veltri, ha incontrato a Camp Arena i
comandanti militari italiani e ha partecipato a un briefing sulle
attivita' operative nella regione. In particolare, i colonnelli
Giorgio Cuzelli e Guido Rugeri, hanno illustrato all'alto ufficiale
il lavoro di formazione da parte dei nostri soldati alle forze di
sicurezza locali. Il primo si e' occupato dell'Operational mentoring
liaison team (Omlt), la squadra di addestratori dell'esercito
afgano; il secondo, del Police operational mentoring liaison team (Polmt),
quella della polizia. L'ammiraglio James G. Stavridis ha visitato
camp Arena a Herat Roma, 21 GEN (Velino) - L'ammiraglio Stavridis ha
mostrato particolare interesse sui progetti di ricostruzione del
Provincial reconstruction team (Prt) italiano a Herat, sull'attivita'
di formazione dei Carabinieri e della Guardia di finanza e
sull'addestramento e l'assistenza all'esercito afgano. "Grazie al
lavoro svolto dal comando regionale Ovest per incrementare le
capacita' dell'esercito e della polizia afgani - ha affermato
Stavridis -, le condizioni di sicurezza nell'area stanno
migliorando. Il comando sta lavorando ai livelli piu' elevati e sta
sostenendo in maniera importante la missione Isaf attraverso la
ricostruzione, lo sviluppo e la stabilita' nella regione".
(Velino)
da GrNet.it - Livorno, li 22 gennaio 2010 |
| CARABINIERI
DENUNCIANO IRREGOLARITA' AMMINISTRATIVE. I SUPERIORI LI PUNISCONO MA
IL T.A.R. ANNULLA LE SANZIONI.
Con
le sentenze n. 183 e 184 del 2010, la Sezione I Bis del TAR Lazio ha
annullato le consegne di rigore inflitte a due dei tre Delegati
COBAR (rappresentanza militare) del Lazio che, per aver segnalato
superiormente alcune irregolarità amministrative, erano stati
sanzionati disciplinarmente dall’allora Comandante regionale
Generale Baldassarre Favara. Il terzo dei delegati sanzionati aveva
scelto di non adire il TAR ed ora resta, suo malgrado, l’unico
militare punito nell’ambito dell’incresciosa vicenda.
I fatti risalgono al 2007 quando i tre delegati del COBAR Lazio
intesero segnalare al Comandante regionale una prassi amministrativa
che asserivano illegittima. Per tutta risposta, il Comandante
regionale li sanzionò disciplinarmente per essersi questi rivolti a
lui direttamente, senza previamente osservare il principio
gerarchico.
Non servì a niente dimostrare che i tre delegati erano stati
indirizzati in tal senso dal proprio Comitato di Presidenza del
COBAR di appartenenza. Non solo, i tre militari sono stati
sanzionati anche per il fatto stesso di essersi fatti coadiuvare da
un legale nella stesura della memoria difensiva relativa al primo
addebito.
Il relativo procedimento disciplinare era stato caratterizzato da
macroscopiche violazioni procedurali: ai tre incolpati era stato
negato l’accesso ai documenti utili alla propria difesa; i quesiti
interpretativi inoltrati dai militari non erano mai pervenuti alle
autorità cui erano rivolti e quindi non avevano ricevuto risposta;
la commissione di disciplina aveva visto l’abnorme presenza di un
quarto membro, il Colonnello Angelo Cuneo (invece dei tre previsti
dalla legge); tutti i testimoni indicati dagli incolpati erano stati
ritenuti superflui ed estromessi dal procedimento.
Sulla vicenda erano state presentate due interrogazioni parlamentari
e Radio Radicale aveva chiesto di riprendere l’udienza pubblica del
18 dicembre scorso ma il Presidente della Sezione I bis del TAR Elia
Orciuolo aveva negato l’autorizzazione alle riprese adducendo
l’insussistenza di un interesse pubblico alla conoscenza della
vicenda.
A dimostrazione del contrario, avevano partecipato all’udienza
pubblica una trentina tra Carabinieri e militari solidali, nonché il
Deputato radicale Maurizio Turco, autore di una delle due
interrogazioni parlamentari presentate sui fatti.
«Le due sentenze del TAR Lazio sono doppiamente importanti –
riferisce l’Avvocato Giorgio Carta che ha difeso i due militari -.
Esse, infatti, non solo annullano due provvedimenti disciplinari a
dir poco indegni di un paese civile, ma dimostrano l’importanza
dell’attenzione mediatica e della solidarietà reciproca tra i
militari, nel momento del bisogno. A differenza, di altri casi,
infatti, nei quali le ingiustizie sono state inflitte e subite nel
più assoluto isolamento, gli interessati sono stati capaci di
attrarre l’attenzione mediatica, politica e, quel che più conta, di
categoria sulla loro vicenda. Tutto ciò, secondo me, ha impedito la
consumazione dell’ennesimo spregio delle regole di convivenza
civile, a danno di militari che nulla avevano fatto se non adempiere
al loro dovere». L’avvocato Carta si dichiara rammaricato, tuttavia
del fatto che le sentenze in questione non abbiano tuttavia
stigmatizzato tutti gli aspetti abnormi della vicenda: «con un
ulteriore atto di scrupolosità, infatti, si sarebbe dovuto
evidenziare come l’intera vicenda fosse stata caratterizzata da un
arbitrario esercizio della potestà gerarchica e disciplinare. Resta,
però, il bellissimo ricordo di quei trenta militari venuti
all’udienza a reclamare silenziosamente giustizia per i colleghi.
Speriamo che tale civile atto ti protesta non rimanga un caso
isolato».
da
GrNet.it - Livorno 20 gennaio 2010. |
| AFGHANISTAN: LA
RUSSA RIBADISCE, DA GIUGNO 1.000 MILITARI IN PIU'.
Mille
militari italiani in più in Afghanistan, ''come concordato con gli
alleati, a partire dal mese di giugno e nei mesi successivi''. Lo ha
ribadito il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenendo a
La Telefonata di Maurizio Belpietro durante Mattino Cinque. ''Nel
frattempo - ha aggiunto La Russa - è gia' stato diminuito il
contingente in Kosovo e diminuirà di circa 200 unita' anche quello
in Libano. E questo ci consente di far quadrare i conti''. ''In
Afghanistan - ha detto ancora il ministro - avremo presumibilmente
una fase di minore pericolosità per qualche mese, come avviene
sempre in inverno, ma non dobbiamo dormire sugli allori. Sappiamo
che con la volontà di tutto il contingente internazionale di fissare
tempi massimi per il rientro ci sarà bisogno di una presenza più
forte e quindi i pericoli non diminuiranno. Ma è un compito che i
nostri militari italiani stanno facendo nel migliore dei modi,
consapevoli - ha concluso - che così facendo tengono il più lontano
possibile da casa nostra il pericolo del terrorismo''. (Ansa)
da
GrNet.it - Livorno, li 16 gennaio 2010
|
| AERONAUTICA:
PRECIPITA IN PUGLIA VELIVOLO SENZA PILOTA "PREDATOR"
Nessun danno a persone e cose
per l'incidente vicino a Foggia. - "E' caduto un
velivolo 'Predator A-Plus', in fase di volo addestrativo sui cieli
della Puglia". E' quanto informa lo stato maggiore dell'Aeronautica.
"Da una prima ricostruzione - comunica lo Stato Maggiore
dell'Aeronautica - il 'Predator', decollato dal 32° stormo di
Amendola (Foggia) alle 10.15 per una missione addestrativa, si
trovava in volo livellato, quando ha perso i contatti con la base
dopo circa un'ora dal decollo. Una coppia di velivoli 'Amx' sempre
del 32° stormo sono immediatamente decollati dalla base foggiana per
ricercare il 'Predator', che e' stato avvistato sul mare al largo
della localita' di Campomarino, in provincia di Foggia. Ora, "il
relitto si sta avvicinando alla costa spinto dalla corrente marina.
Non si segnalano al momento danni a persone o cose - comunica sempre
lo stato maggiore dell'Aeronautica - E' la prima volta di un
incidente aereo per il 'Predator', dopo circa seimila ore di volo
operativo, sia in Italia che nei teatri afghano e iracheno". Il 'Predator',
costruito dalla General Atomics, e' un velivolo senza pilota,
concepito essenzialmente per compiti di ricognizione, sorveglianza e
acquisizione obiettivi. Il sistema d'arma si compone di tre
elementi: il velivolo, equipaggiato con motore a pistoni con elica
spingente; la stazione di controllo a terra che grazie al data-link
satellitare puo' controllare il velivolo anche a centinaia di
chilometri dal teatro delle operazioni; il sistema di trasmissione a
terra in tempo reale delle informazioni raccolte.
da
Grnet.it - La Segreteria li, 14 gennaio 2010. |
| MISSIONI
ALL'ESTERO: PIU' SOLDI PER L'AFGHANISTAN, MENO PER LIBANO
Roma, 8 gen - Più soldi per la missione in Afghanistan, meno soldi
per la missione in Libano. Il Governo Berlusconi ha modificato gli
stanziamenti per quanto riguarda le missioni di pace all'estero. Nel
decreto legge, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, il Governo
stanzia, per i primi sei mesi del 2010, 308,8 milioni per la
missione in Afghanistan e 140,5 milioni per la missione in Libano.
Nei primi sei mesi del 2009 furono stanziati 242,4 milioni per
l'Afghanistan e 192,1 milioni per il Libano. Meno soldi anche per i
Balcani: 70,7 milioni nei primi sei mesi del 2010 contro i 97,5
milioni nei primi sei mesi del 2009. Per la missione Althea in
Bosnia gli stanziamenti diminuiscono dai 17,9 milioni del primo
semestre 2009 ai 14,5 milioni del primo semestre 2010. Il decreto
legge stanzia anche 5,4 milioni per la proroga della partecipazione
di personale militare impiegato in Iraq in attività di consulenza,
formazione ed addestramento delle Forze armate e di polizia
irachene. Più soldi anche per la proroga della partecipazione di
personale della Guardia di Finanza alla missione in Libia: 8,2
milioni nel primo semestre del 2010 contro i 4,8 milioni del primo
semestre 2009. Scompare la missione in Ciad ed in Repubblica
Centrafricana, mentre rimane stabile lo stanziamento per la missione
in Darfur (5,6 milioni nel primo semestre 2010 come nel primo
semestre 2009). Aumenta lo stanziamento per il personale militare
impiegato al valico di Rafah (0,4 milioni nel primo semestre 2010
contro 0,2 milioni nel primo semestre 2009). Diminuisce leggermente
lo stanziamento per la missione in Georgia (1 milione nel primo
semestre 2010 contro 1,2 milioni nel primo semestre 2009). Il
Governo stanzia anche 26,3 milioni nei primi sei mesi del 2010 per
la partecipazione di personale militare alle operazioni Ue e Nato
contro la pirateria. Autorizzata per tutto il 2010 la spesa di 9,3
milioni, al fine di sopperire ad esigenze di prima necessità della
popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali:
il limite sarà di 6,9 milioni in Afghanistan; 1,6 milioni in Libano;
0,8 milioni nei Balcani.(AGI)
da GrNet.it - li, 12/01/2010 |
Venerdì
08 Gennaio 2010 02:31
Le
ultime parole del pilota: “non lo
tengo, non lo tengo”.
Pisa, 7 gen - ''E' stato molto
probabilmente un errore umano a
determinare il disastro aereo.
Almeno questo è l'orientamento delle
perizie che comunque sono ancora in
corso''. Lo ha detto il procuratore
pisano Ugo Adinolfi commentando lo
stato delle indagini
sull'incidente aereo avvenuto
durante un volo di addestramento
nell'aeroporto militare di Pisa il
23 novembre scorso, quando un
C-130J dell'aeronautica militare
precipitò subito dopo il decollo
dalla base della 46/ma aerobrigata.
In quell'incidente morirono cinque
avieri. ''Abbiamo elementi
sufficienti per ritenere che questa
sia l'ipotesi più probabile - ha
aggiunto Adinolfi - e le indagini si
chiuderanno presto''. Oltre agli
accertamenti tecnici, che fin da
subito avrebbero escluso
malfunzionamenti del velivolo, a
suffragare questa ipotesi c'è anche
l'esame delle due scatole nere
recuperate subito dopo l'incidente.
In quella che registra le frasi
pronunciate dal pilota e dal
comandante del volo si sentono le
parole ''Non lo tengo, non lo tengo''
riferite proprio alla perdita del
controllo del velivolo subito dopo
la fase di decollo. La scatola nera
che registra invece i dati tecnici
dell'aereo non ha fornito alcuna
indicazione circa eventuali difetti
del velivolo. (ANSA)
Venerdì 08 Gennaio 2010 02:26
Città
del
Vaticano,
7
gen.
- "Maria,
la 'Virgo
fidelis',
vostra
Patrona,
accompagni
voi
e
l'intera
Arma
dei
Carabinieri,
in
particolare
quanti,
in
diversi
Paesi
del
mondo,
sono
impegnati
in
delicate
missioni
di
pace".
Con
queste
parole
Benedetto
XVI
si è
congedato
oggi
dal
comandate
generale
dell'Arma,
generale
Leonardo
Gallitelli,
ricevuto
in
Vaticano
insieme
al
comandante
provinciale,
generale
Vittorio
Tomasone,
ed
ai
militari
della
Compagnia
San
Pietro.
"Auspico
- ha
detto
-
che
la
vostra
fede,
la
tradizione
di
fedeltà
e di
generosità
di
cui
siete
eredi,
gli
ideali
della
vostra
Arma,
vi
aiutino
a
trovare
in
questo
delicato
servizio
motivi
sempre
nuovi
di
soddisfazione
ed a
vivere
esperienze
positive
per
la
vostra
vita
professionale
e
personale".
"Il
Signore
- ha
concluso
il
Papa,
che
ha
ringraziato
i
militari
per
la
protezione
che
essi
offrono
ai
fedeli
che
visitano
San
Pietro
e il
Vaticano
-
accolga
i
vostri
propositi
di
bene".
(AGI)
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| L'Avvocato Francesco Monceri è figlio del nostro Socio Fondatore
Mar. Agostino Monceri. Ha comandato per lungo tempo la Stazione
Carabinieri Paracadutisti dentro la Scuola Militare di
Paracadutismo. E' sempre stato nostro amico, come lo è suo figlio
Francesco. Per coloro che ne avessero bisogno per consigli o motivi
legali, potete contattarlo agli indirizzi e numeri telefonici
indicati nella scheda sotto riportata. |
|
AVV. FRANCESCO MONCERI
Via Lilio 95 - 00142 Roma Via Giusti 8 - 56100
Pisa
p.i. 01940870502
Francesco Monceri è avvocato, iscritto presso il
foro di Roma, e svolge la propria attività prevalente nella
provincia di Pisa.
E’ dottore di ricerca universitario in
"Diritto dei servizi pubblici nazionali e locali" e cultore della
materia Diritto Pubblico presso la Facoltà di Economia
dell’Università di Pisa.
A livello professionale si occupa principalmente
di tematiche riguardanti il diritto civile (infortunistica stradale,
etc), il diritto tributario, il diritto amministrativo, il diritto
di famiglia e delle successioni.
Riceve su appuntamento
contatti cell. 347/7569822 email monk17@hotmail.com
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| FOTO PERVENUTE DAL M.M.A.inc. PAOLO FREDIANI
di Paolo Frediani
LIVORNO-Alle ore 12.00, del giorno dell'Immacolata,l'Arcivescovo
Pierluigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo
inter-religioso, ha celebrato la Messa nel Santuario di Montenero
alla presenza dell'urna contenente il corpo di Santa Gemma.
Il Comandante della Brigata paracadutisti Folgore, Generale Federico
D' Apuzzo, con il Comandante del 185° RAO, Colonnello Stefano
Mannino e il Comandante del 1° Rgt. Carabinieri Paracadutisti,
Colonnello Nardone, e una numerosa rappresentanza di Quadri della
Folgore, hanno voluto nuovamente porgere il loro saluto alla Santa,
a nome di tutti i Paracadutisti d' Italia, nella sua ultima giornata
di permanenza a Livorno.
Domani, alle otto del mattino, i Paracadutisti partiranno dal
Santuario per portare l'urna della loro Protettrice al Santuario di
Lucca.
I Paracadutisti della Folgore e dell' A.N.P.d' I., tornerranno
sicuramente numerosi a Lucca per invocare la pace nel mondo e la sua
protrezione durante le loro mission fuori area, ma anche
segretamente auspicano in un prossimo futuro che Santa Gemma torni a
loro.
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| Livorno, li 12/11/09 Cimitero della Purificazione. Anniversario della strage di Nassiriya. E' stata celebrata una messa a suffragio
dei Caduti e deposta una corona sulla tomba del Sottotenente Enzo Fregosi. |
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| 2 novembre 2009. Cimitero Comunale "La Cigna" di Livorno.
Celebrazione commemorativa per i caduti in guerra. Il nostro Labaro
era presente con una rappresentanza della nostra Sezione. |
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La Bandiera della
Sezione Carabinieri Paracadutisti Enzo Fregosi di Poggio al Cerro |
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Gianni Sutera Poeta e scrittore, è iscritto al nostro
Forum, ove pubblica le sue numerose poesie e racconti. |
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CINQUE TERRE - CASERMA INTITOLATA E
ENZO FREGOSI, CADUTO A NASSIRIYA
Sotto un bellissimo sole e immersa nel suggestivo
panorama delle Cinque Terre, a Riomaggiore è stata inaugurata e intitolata
la locale caserma dei Carabinieri a nome del Sottotenente Enzo Fregosi. Un
grandissimo tricolore rivestiva il muri a secco della caserma a picco sul
paesaggio di Rio Maggiore. Alla cerimonia erano presenti tutti i membri
della sua famiglia: la moglie, i figli, la madre, la sorella, il fratello,
i cognati e i nipoti, nonché gli amici e colleghi di una vita, le autorità
militari e civili tra le quali il sottosegretario alla Difesa, senatore
Lorenzo Forcieri, il comandante interregionale della Pastrengo, il
generale di corpo d'armata Giorgio Piccirillo e ill generale Alessandro
Tornabene, comandante dei carabinieri della Liguria. Ricordiamo inoltre la
presenza del Labaro della Sezione Carabinieri Paracadutisti Enzo Fregosi e
di alcune delle altre vedove di Nassiriya, nonchè carissime amiche della
Signora Paola Fregosi: Sabrina Cavallaro, Margherita Coletta, Miriam
Ghione e Anna Trincone.
La cerimonia è stata commovente e significativa, svoltasi nello stretto
piazzale della caserma che sottolineava le caratteristiche dimensioni dei
paesi delle Cinque Terre.
All'entrata della nuova caserma è presente un grandissimo e suggestivo
murales intitolato "Sguardo sulle 5 Terre" raffigurante un carabiniere che
volge il suo sguardo al panorama delle Cinque Terre, realizzato
dall'artista Silvio Benedicto Benedetto, pittore, scultore e regista
teatrale di fama internazionale. Opera dello stesso artista è la targa
commemorativa scoperta durante la cerimonia dalla vedova Paola Fregosi
Coen Gialli, scolpita sulla pietra ligure e montata su di una lastra di
pietra originaria del territorio del Dhi Qar, del quale Nassiriya è la
capitale. Un connubio che simboleggia l'inizio e la fine della vita
terrena di Fregosi nella terra ligure e nel territorio iracheno.
Articolo di Chiara Lignola.
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ONORE AI CADUTI
| Una giornata di luglio, 39 gradi, passata con la famiglia
ad Altopascio. Lanci di brevetto vincolati dall'elicottero effettuati
dagli Allievi Marescialli dell'Esercito e T.C.L. Tecnica Caduta Libera
da quota 3.000 metri effettuati da operatori dell'Esercito e del
Tuscania. |
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| Due Allieve Maresciallo dell'Esercito con il paracadute
appena ritirato, si portano verso l'elicottero per effettuare il 2°
lancio di brevetto. Il Paracadute dorsale è portato in spalla, quello
di riserva col braccio teso. |
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LIVORNO DEDICA UNA STRADA ALLA MEMORIA DI ENZO FREGOSI. Altre
foto e un breve commento della Cerimonia nella pagina dedicata ad Enzo Fregosi. Nella
foto sotto, la Signora Fregosi col Sindaco di Livorno al momento della cerimoia.
La foto in fondo, il nostro Labaro con alcuni rappresentanti della Sezione.
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Opera Nazionale Assistenza Orfani
Militari Arma Carabinieri
OGGETTO: Destinazione del 5 per mille ad associazioni e fondazioni riconosciute
che operano nel settore assistenziale.
AI SOCI DELLA SEZIONE, AGLI ISCRITTI AL FORUM E SIMPATIZZANTI DELL'ARMA.
Con la legge del 23.12.2005 nr.266 comma 337, è stata data facoltà a tutti i
cittadini di destinare il 5 per mille dell'IRPEF ad associazioni e fondazioni
riconosciute che operano nel settore dell'assistenza, fra le quali è compresa
anche l'Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri.
Si prega, pertanto, voler divulgare tale possibilità fra tutti i soci di
Codesta Sezione, i loro familiari e fra i simpatizzanti dell'Arma.
Si indica il codice fiscale dell'O.N.A.O.M.A.C. necessario per la destinazione
del 5 per mille: 80021350584.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Gen.C.A.(r)Giuseppe Franciosa,
ringrazia.
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